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“Ho comprato le bottiglie di vetro, il portabottiglie, mi sono documentata ho pure visto la mappa, poi mi sono avventurata sotto questo caldo irreale, ma niente”. E’ l’odissea vissuta da una cittadina barese intenzionata ad utilizzare soltanto bottiglie di vetro, tramite il servizio cittadino “Case dell’acqua”. Dall’assenza dei punti di raccolta, sino alle sbarre che non permettono il passaggio per raggiungere quello segnalato sulla mappa, sono solo alcuni dei disagi sottolineati dalla donna.

Le case dell’acqua, ricordiamo, sono un servizio di erogazione di acqua pubblica potabile di qualità naturale, frizzante, refrigerata o a temperatura ambiente. Il cittadino, una volta scelto il proprio punto di raccolta e dopo aver inserito le monete, premendo il tasto di attivazione potrà riempire le proprie bottiglie di vetro potandole a casa. Bari, recentemente, si è dotata di diversi punti di raccolta situati in diversi luoghi della città. Non tutto però è filato liscio, lo dimostra il racconto della cittadina, pubblicato sulla bacheca del Sindaco proprio per esortarlo a prendere conoscenza dello stato dei fatti.

“Ho cercato la mappa delle Case dell’acqua più vicine, mi sono informata sulla tessera e mi sono diretta verso il punto di distribuzione più vicino, quello del Politecnico, non c’era – denuncia la cittadina sottolineando che il navigatore puntava proprio in via Orabona, civico 4. Ma non solo, oltre all’assenza del distributore la cittadina si è trovata ad affrontare anche un’altra problematica”.

“Ho pensato di entrare, non sai mai che qualche genio ha deciso di piazzare il distributore all’interno del Politecnico, ma niente, la sbarra non si alzava in automatico e io sono rimasta fuori – ha sottolineato – pazienza, mi dico, la mia vena ecologica era ancora in piena, mi sono diretta a quello di Japigia. Arrivo in Via Aquilino, un po’ delusetta per la verità, iniziavo a pensare che era più comodo comprare il temibilissimo fardello in plastica, ma poi l’idea è stata accantonata alla vista del distributore, furbescamente posto proprio di fronte alla Polizia. Peccato che era fuori uso, le lucine spente, un tizio ha pure messo i soldi ma niente. Siamo rimasti tutti letteralmente a secco” – ha specificato ancora.

Dopo i diversi tentativi effettuai, in una giornata, quella di oggi, particolarmente calda, la donna si è diretta in altre zone per poi tornare a casa “a mani vuote”. “Avrei potuto andare a quello di Valenzano – ha proseguito – sulla mappa indicatomi alla facoltà di Agraria, ma un po’ il timore di un’altra sbarra impenetrabile, un po’ la “sconfidenza”, me ne sono tornata a casa. Ho aperto il frigo, ho afferrato la bottiglia in vera plastica indistruttibile, e ne ho bevuto lunghe sorsate consolatrici. Sarò stata senz’altro io impedita, ma mi domando: due indicazioni in più? Qualche sbarra in meno? Magari domani ci riprovo, che dici Sindaco? – conclude.

Foto di repertorio


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