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Sono centomila le persone rimaste intrappolate nella città di Mariupol stretta d’assedio, e affrontano la fame sotto costanti bombardamenti russi. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha fatto appello per il rilascio di un convoglio umanitario catturato dalle forze russe. Zelensky ha rinnovato il suo appello per i corridoi umanitari sicuri, e ha detto che i civili stanno affrontando “condizioni disumane” in un “assedio totale senza cibo, né acqua, né medicine”.

Mariupol, da cui ieri sono stati evacuati quasi seimila residenti, «è ridotta in cenere, ma la città sopravviverà», dice il presidente Zelensky. L’Ucraina rivendica la liberazione di Makariv, 60 chilometri a ovest di Kiev, mentre accusa i russi di aver aperto il fuoco su un ospedale pediatrico a Severodonetsk, dove pazienti e personale sono stati tempestivamente evacuati. Il Pentagono sostiene che i russi hanno rifornimenti solo per tre giorni. I rapporti tra Washington e Mosca sono ormai vicinissimi alla rottura. Per Biden, Putin sta valutando l’uso di armi biologiche e chimiche.


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