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Sono ancora in corso le ricerche dei due dispersi del rimorchiatore affondato al largo di Bari. Quelli visti in mare non erano i corpi ma dei bidoni e quindi le ricerche proseguono.

I dispersi sono entrambi di Molfetta e questo pomeriggio il sindaco Tommaso Minervini ha tenuto una conferenza stampa chiedendo più sicurezza per le marinerie. “Abbiamo sospeso le manifestazioni pubbliche – dice il sindaco –  appena arrivano notizie certe dichiarerò il lutto cittadino. Questa è l’ennesima sciagura della marineria molfettese e non va fatta cadere nel silenzio perché la marineria di Molfetta è stanca di questi episodi”.

Il sindaco denuncia il problema della scarsa sicurezza e l’assenza di prevenzione.  “In Puglia non c’è prevenzione sulle marinerie – continua –  il rimorchiatore affondato era del 1975. La realtà è che  le questioni di sicurezza vengono sempre dopo le altre questioni. E’ questo che Governo e Regione devono invertire: non è più possibile tacere. Queste tragedie non  devono più avvenire, bisogna investire in sicurezza”.

“Le nostre marinerie sono in sciopero per il caro gasolio. Loro escono per disperazione, ma probabilmente si mette in secondo piano la sicurezza – conclude Minervini – Bisogna lanciare una campagna importante per la prevenzione e la  sicurezza dei lavoratori del mare.  Siamo stanchi come città di mare di contare i  nostri morti”.

Intanto sono due gli indagati nell’inchiesta della Procura: si tratta del comandante del rimorchiatore, il 63enne catanese Giuseppe Petralia, unico sopravvissuto nel naufragio, e l’armatore legale rappresentante della società proprietaria sia del rimorchiatore che del pontone AD3. Quest’ultimo è stato sottoposto a sequestro probatorio questa mattina, all’arrivo nel porto di Bari.


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