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I nostri soldi continuano ad essere sotto attacco. L’insidia si annida soprattutto negli strumenti che usiamo quotidianamente: smartphone, internet ed e-mail. Facciamo acquisti, rispondiamo ai messaggi di posta elettronica, paghiamo fatture e spese online dimenticando tante volte che il pericolo è sempre dietro l’angolo.

“Il virtuale ormai riesce a costruire una realtà che ci sembra più vera del reale – spiega infatti a Borderline24 Massimo Melpignano avvocato cassazionista barese, molto attivo nel campo della divulgazione finanziaria – E questa realtà viene oggi utilizzata per metterci le mani in tasca e sottrarci denaro. Bisogna capire che proprio gli strumenti legati alla nostra quotidianità, durante il cui utilizzo abbassiamo le difese, sono quelli più pericolosi. E’ come se ci tradisse un amico, qualcuno di cui ti fidi e verso il quale hai abbassato o azzerato le difese. Da qui partono le più recenti e diffuse forme di attacco ai nostri soldi”.

Oggi infatti si parla di phishing (un crimine che inganna le vittime inducendole a condividere informazioni sensibili quali password e numeri di carte di credito) di fishing (truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale), di  spoofing (manipolazione dei dati trasmessi in una rete telematica) e di man in the mail (truffa informatica che permette, a chi la mette in atto, di leggere, inserire o modificare messaggi scambiati da due utenti via internet, celando ad entrambi la propria presenza).

“Queste attività celate dietro un nome in inglese – precisa Melpignano – hanno un unico comune denominatore: un malintenzionato malfattore che chiede le nostre credenziali di accesso, i dati più personali e riservati che abbiamo e li usa per sottrarci del denaro”.  Nessuno di noi è quindi immune da rischi. “Non è un aspetto che riguarda solo il consumatore  – dichiara infatti Melpignano- ma anche l’impresa”.

Ma come difendersi dalle truffe? “Non possiamo attivare dei meccanismi automatici per difenderci dalle frodi – chiarisce l’avvocato. L’unico automatismo che dobbiamo avere è quello di sospettare quando c’è una richiesta di dati personali o una richiesta di pagamento. Bisogna sempre verificare, non dare nulla per scontato.  Bisogna ricordare inoltre che la banca non ci telefona, non manda sms ne mail per chiederci i nostri dati. Se qualcuno lo sta facendo per la banca è un truffatore. Attenzione quindi all’abitudinarietà dei comportamenti e dei pagamenti. La tecnologia in se non è né buona né cattiva. Siamo noi che dobbiamo vigilare”.

Proprio di questi pericoli della rete e di molto altro si parla nel nuovo libro, ormai l’ottavo, scritto da Massimo Melpignano. Il volume, dal titolo “il futuro metaverso della zucchina finanziaria”, attraverso una narrazione accattivante e leggera, porta per mano il lettore alla comprensione di fenomeni complessi come vishing, spoofing, man in the mail, trading. Tutte trappole per i nostri soldi da cui dobbiamo imparare a difenderci. L’intero ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto in favore della associazione ‘Amici di Stefano Costantino’, per progetti in favore dell’infanzia abbandonata.

 

 

 


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