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Bari – Pisa è uno dei piatti forti di questa quindicesima giornata del campionato di B. Il fascino di una grande classica del campionato cadetto, ma ci sono anche tante storie da rievocare. Tra queste quella di José Ignacio Castillo Álvarez, meglio noto come ‘Nacho’ Castillo, ex attaccante argentino che ha militato in entrambe le compagini.

Castillo si è concesso a un’intervista in esclusiva ai microfoni di Borderline24.com per raccontare il suo passato in Puglia e Toscana, senza tralasciare il suo presente nel mondo del pallone.

Nacho, ora lei vive in Argentina. Da quanto tempo non viene in Italia?

“Nel 2020 sono venuto in Italia con la mia famiglia. Mio figlio Thomas fece un provino col Milan e andò anche bene. Saremmo dovuti tornare dopo qualche mese, ma la pandemia non ce l’ha permesso. Ora mio figlio gioca nelle giovanili dell’Estudiantes, la società con Veron vice presidente”

E Nacho Castillo è ancora nel mondo del calcio?

“Certo, sono il responsabile scouting del Sudamerica per il Bologna. Ho avuto anche qualche esperienza come allenatore, poi è arrivata la chiamata di Giovanni Sartori (responsabile dell’Area Tecnica del club rossoblù n.d.r.) e non ho potuto dire di no”

La sua carriera da calciatore in Italia è iniziata in maniera un po’ burrascosa. Non aveva inizialmente il passaporto italiano e questo limitò parecchio..

“Purtroppo sì: se arrivi in Europa senza passaporto le possibilità per far carriera si riducono. Non potevo giocare nei campionati professionistici e ho dovuto disputare per 4 anni i campionati dilettantistici. Ma sono comunque soddisfatto della mia carriera da calciatore in Italia”

Ha militato in diversi club pugliesi: Gallipoli, Nardò, Brindisi, Lecce e  Bari. Insomma la Puglia nel suo destino…

“La Puglia è una regione fantastica e sono stato benissimo. Manco dal 2019, ma conto di tornarci al più presto”

Domenica il Bari affronterà il Pisa. Con i nerazzurri toscani ha collezionato 40 presenze e ben 21 reti. Esperienza più che positiva, no?

“Bella esperienza, quel Pisa era una squadra fortissima allestita dal Ds Petrachi e composta da diversi ottimi elementi che hanno fatto una buona carriera. I miei 21 gol merito di Ventura? Senza dubbio il gioco offensivo del mister mi agevolava, ma i gol li facevo io, non lui”

Col Bari aveva evidentemente un conto aperto, visto che segnò ai biancorossi quando giocava con la Fiorentina, poco prima di trasferirsi in Puglia. Quando realizzò quel gol sapeva già che sarebbe passato al Bari?

“Sapevo che c’erano diverse squadre su di me, Bari compreso. Ma la trattativa non era ancora nata in quel momento. Ho firmato per il Bari una settimana dopo quel gol. Ricordo che l’allora Ds del Bari, Giorgio Perinetti, dopo 3-4 giorni quel Fiorentina – Bari venne a Firenze per chiudere l’affare”

Esperienza a Bari dal 2010 al 2012 per un totale di 44 presenze e 5 reti. Come valuta la parentesi barese?

“Dal punto di vista sportivo non è stata un’esperienza positiva perchè non sono riuscito a fare quello che ero abituato a fare. Non trovai la giusta continuità, poi arrivarono anche degli infortuni. L’esperienza di vita è stata invece fantastica, sono stato benissimo. Anzi, vi dirò di più: sono rimasto a Bari altri 4 mesi dopo la risoluzione del contratto. Il calcio non è tutto nella vita”

Una delle più grandi emozioni a lei legate è, senza dubbio, la rete del 2-2 al San Paolo di Napoli…

“Ricordo bene quel gol, azione bellissima avviata da Almiron. E’ stato un gol apparentemente facile, ma chi ha giocato a calcio, sa bene che quando ricevi quel tipo di pallone e sei sbilanciato, corri il rischio di calciarla alta. Per fortuna, non andò così”

Quel Bari iniziò alla grande il campionato, battendo anche la Juventus, poi un crollo inatteso. Come mai?

“Sinceramente non lo so. Ci furono diversi infortuni, iniziarono ad arrivare le prime sconfitte e perdemmo fiducia. Ma anche tra noi non c’era più la stessa serenità di un tempo. E’ stata una retrocessione dolorosa perchè la squadra non reagiva e a nulla servì il cambio di allenatore”

Quale la partita più bella con la maglia del Bari?

“Ricordo con piacere la vittoria contro il Chievo grazie ad un mio gol. Venivamo da un periodo non semplice e ci serviva una vittoria per blindare la salvezza”

E veniamo al Bari dei giorni nostri.  Biancorossi che, dopo un grande avvio di stagione, stanno vivendo un momento di difficoltà. E i tifosi iniziano a mugugnare…

“E’ normale che i tifosi non siano contenti perchè vogliono il meglio per il Bari, ma bisogna guarda in faccia la realtà: questa serie B è molto difficile e competitiva. Ci sono tante squadre blasonate: bisognerà lottare sino all’ultimo. La classifica attuale del Bari è comunque positiva”

Da ex attaccante, come valuta la scarsa prolificità dell’attacco biancorosso?

“Non mi stupisco. Capita a tutti d’aver periodi poco positivi. Nel calcio funziona così e non c’è una spiegazione plausibile”

Domenica c’è Bari – Pisa. Una sfida particolare per te. Per chi farà il tifo?

“Non faccio il tifo per nessuno. Spero sia una bella partita e che i tifosi possano divertirsi. Non ho nessuna preferenza. Auguro al Bari ed al Pisa di disputare un ottimo campionato”

 

 


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