Nel 34° anniversario dell’arrivo della motonave Vlora con 20mila profughi albanesi, Bari ha celebrato una giornata dedicata alla memoria, all’accoglienza e ai legami tra le due sponde dell’Adriatico.
In sala giunta, Daniela e Astrit Nasufi – da anni residenti e lavoratori in città – hanno giurato come nuovi cittadini italiani. “A Bari nessuno è straniero”, ha detto il sindaco Vito Leccese, ricordando la solidarietà del 1991 e i 22 anni di matrimonio della coppia.
Da remoto è intervenuto il sindaco di Valona, Ermal Dredha, per confermare l’intenzione di siglare a breve il gemellaggio con Bari, rafforzando i rapporti culturali ed economici. Presenti anche rappresentanti di comuni arbëreshë, testimoniando radici secolari di amicizia.
In consiglio comunale, c’è stato un momento di ricordo per Enrico Dalfino, il sindaco che nel ’91 scelse l’accoglienza alla repressione. “È stato il mio maestro di vita e politica”, ha detto Leccese. Emozionato l’intervento del figlio Giuseppe, che ha ricordato le ferite ma anche l’eredità morale di quel gesto.
Alle celebrazioni hanno preso parte autorità, testimoni dell’epoca e il viceconsole di Albania. Nel pomeriggio, cerimonia a San Girolamo in largo “Sono persone 8-8-1991”, con la testimonianza di medici volontari impegnati oggi a Lampedusa.