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Bari e le celebrazioni di Palese divise (ancora) dai binari: lunghe attese e disagi

La denuncia di Michelangelo Cavone, capogruppo PD in Consiglio Comunale: "La pazienza ha un limite"

Pubblicato da: redazione | Sab, 9 Agosto 2025 - 17:08
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“L’impazienza dietro il passaggio a livello di Palese è l’immagine di ieri sera dopo che è rimasto chiuso per mezz’ora”. Comincia così il racconto di Michelangelo Cavone, capogruppo PD in Consiglio Comunale, dopo l’episodio avvenuto nella giornata di ieri, in cui, a Palese, quartiere diviso in due dai binari, si tenevano i festeggiamenti per il santo patrono, San Michele Arcangelo e tanti, tra turisti e cittadini, hanno dovuto attendere molto tempo prima di poter raggiungere un lato o l’altro del quartiere. Un disagio quotidiano che, in una giornata di celebrazioni, torna a far riflettere sul tema del progetto del nodo a Nord di Bari, approvato, ma privo di fondi. Quest’ultimo permetterebbe al quartiere di ricucire le varie zone, senza le lunghe attese quotidiane che creano disagi a tanti, tra questi anche cittadini con disabilità motorie, costretti ad attendere anche per più di quaranta minuti che il passaggio a livello si apra, senza possibilità di usufruire di altri percorsi a loro dedicati per attraversare il quartiere.

“Sui giornali e i media non si parla altro che del ponte sullo stretto e di una progettazione che procede spedita – prosegue Cavone – invece il nodo a nord di Bari con il progetto definitivo già approvato, è ora senza fondi e sembra non essere più una priorità per la politica romana. Definanziato per un ritardo nei permessi, improvvisamente i soldi sembrano essere spariti su un’opera a cui diversi enti hanno lavorato per anni. Sarei poi curioso di vedere se tutte le grandi opere rispettano i tempi di progettazione! Nel frattempo settembre è alle porte e con la riapertura delle scuole decine di ragazzi e ragazze rimarranno fermi dietro le sbarre in attesa che passi il quarto/quinto treno. Qualcuno non resisterà a passare da sotto con tutti i rischi, perché la pazienza ha un limite e a scuola bisogna pur arrivare in orario. E in tutto questo Rfi ha ben pensato ormai da anni di eliminare anche il capostazione e così ci ritroviamo ad attendere anche 10 minuti senza che alcun treno passi con il territorio diviso in due. Ma tutto questo quanto può essere importante rispetto ad un ponte sullo stretto?”, conclude.

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