Torna l’incubo degli sfratti nel social housing di parco Gentile, situato alle spalle del quartiere San Pio, a Torricella. Siamo nel Municipio 5, territorio a Nord di Bari nel luogo in cui ha sede il progetto “Social housing”, nato per permettere ai cittadini in difficoltà di poter avere accesso a condizioni abitative con prezzi calmierati. Nel corso degli anni però i costi sono aumentati, portando moltissimi, alcuni dei quali in condizioni lavorative precarie e con problemi di salute o persone con disabilità a carico, a dover fare una scelta. Per tanti è risultato impossibile continuare a pagare il canone, aumentato in maniera esponenziale “diversamente da come previsto”. Oggi, dopo un periodo di “silenzio”, l’incubo degli sfratti è tornato a bussare alle porte degli inquilini ai quali è stata notificata la data in cui dovranno lasciare il tetto sotto il quale vivono.
“Scene terribili – raccontano dalla rete civica Una città per Tutti, da sempre vicino alle famiglie – la sofferenza è tanta, c’è rabbia, ho visto le famiglie in lacrime. Non è bastata la morte di crepacuore di Saverio”, (il nonno che assieme alla moglie, Filomena, era stato sfrattato, sulla vicenda si era aperto un caso mediatico, ndr). Per il pomeriggio di oggi gli inqulini saranno ascoltati dal sindaco, Vito Leccese. “Chi può venga in Consiglio per sostenere le famiglie di parco Gentile raggiunti dai precetti per sfratti esecutivi – prosegue Cippone – dieci giorni e ti buttano fuori di casa con l’ausilio delle forze dell’ordine. Non è una manifestazione, dobbiamo dare loro conforto e sostegno. Parliamo di famiglie che sono state intimate a pagare canoni anche raddoppiati, c’era chi pagava 300-400 euro e all’improvviso ha dovuto affrontare spese anche di 800 euro. C’è chi non ce la fa. Ringraziamo il sindaco che ci ha dato l’opportunità di essere ascoltati subito. Continuiamo a non capire come sia possibile che quello che doveva essere un progetto di social housing oggi vede moltissimi cittadini nell’invisibilità. In altre regioni il progetto funziona, perché a Bari no? Sono andate via oltre venti famiglie, quelle che restano vivono nel terrore che da un momento all’altro possa toccare anche a loro, mentre molti appartamenti nello stesso residence sono vuoti, ancora con gli imballaggi e in città aumentano le persone in condizione di emergenza abitativa”, conclude.