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Bari, nell’Umbertino il weekend è ancora da “far west”. L’ennesima denuncia: “Siamo ostaggi del caos”

I residenti tornano ad urlare la propria esasperazione di fronte alla gestione dell'ordine pubblico nelle ore notturne

Pubblicato da: redazione | Dom, 24 Maggio 2026 - 10:59
movida

Un copione che si ripete identico, weekend dopo weekend, trasformando uno dei quartieri storici di Bari in una terra di nessuno. Il rione Umbertino torna a urlare la propria esasperazione di fronte alla gestione dell’ordine pubblico nelle ore notturne. A lanciare l’allarme, dati e video alla mano, sono i residenti, pronti a portare i filmati delle ultime notti direttamente sui tavoli di Palazzo di Città per fermare quella che definiscono senza mezzi termini come “malamovida che ha imperversato nell’Umbertino replicando un noto copione”.

La mappa del caos si concentra attorno ai soliti punti caldi, con largo Adua e il giardino Colonna in cima alla lista delle zone critiche. Nelle denunce dei cittadini si parla di “massive aggregazioni da consumo nei pressi dei soliti locali, somministrazione e consumo di alcolici sul suolo pubblico oltre le ore 24,00” e di un pesante “inquinamento acustico notturno con rumore ben oltre i limiti di legge, plausibilmente oltre i 70db”. A questo si aggiunge l’occupazione selvaggia degli spazi pedonali, con “motorini che sfrecciano sul giardino Colonna mettendo a rischio gli avventori delle attività che usufruiscono di regolari concessioni” e “occupazioni abusive di suolo pubblico che rendono intransitabili i marciapiedi”. Nel mirino della protesta finisce inevitabilmente la macchina della sicurezza e dei controlli. Dal quartiere si solleva un atto d’accusa durissimo: “Polizia Locale ancora una volta “assente”, nonostante la situazione in loco sia nota da tempo» e a nulla sarebbero servite le continue “richieste di intervento” arrivate dai residenti nelle ore di punta del caos. Sotto accusa anche il tavolo istituzionale: “Il Protocollo sottoscritto in Prefettura, che ha comunque altre finalità e non è contestualizzato rispetto alle problematiche dell’Umbertino, non viene minimamente rispettato”.

La battaglia dei residenti, tuttavia, non punta a spegnere i riflettori sul quartiere, ma a isolare l’illegalità per tutelare anche l’economia sana del rione. Lo slogan lanciato dal comitato è chiaro: “Movida sì. Malamovida no». I cittadini ricordano infatti che “il Far West nuoce a tutti, anche a quelle attività del food che operano nel rispetto delle regole e costituiscono una risorsa per il territorio”. Il caso politico è ormai aperto. I residenti si preparano a un imminente incontro con Palazzo di Città convinti che “l’Amministrazione comunale ha il dovere di intervenire per far rispettare leggi e regolamenti” perché “la continua tolleranza di comportamenti incivili e irregolari potrebbe far sorgere dubbi”. Per inchiodare le istituzioni alle proprie responsabilità, la nota dei cittadini si chiude richiamando le recenti parole d’ordine dello stesso primo cittadino: “La città non può più tollerare atteggiamenti che mortificano il lavoro di chi rispetta le regole”. La palla passa ora al Comune, chiamato a dimostrare nei fatti che la tolleranza zero non è rimasta solo uno slogan.

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