Il dibattito sullo stato di incuria in cui versa il laghetto di parco Due Giugno, con la recente denuncia sulle condizioni di pesci e tartarughe, si allarga e solleva una riflessione più ampia sulla gestione del verde pubblico a Bari. Se l’attenzione mediatica si concentra spesso sui quartieri Carrassi e San Pasquale, i residenti delle zone costiere a nord-ovest della città scendono in campo per ricordare che l’abbandono manutentivo è una costante democratica che colpisce l’intero territorio comunale.
A farsi portavoce del malcontento è Nicola Armenise, residente del quartiere Marconi-San Girolamo-Fesca, che dati alla mano smonta un mito urbano consolidato: parco Due Giugno non è affatto il cuore verde più grande della città. “Al netto delle aree destinate a parcheggio, la superficie verde effettiva del parco è di 66.885 mq. Il primato spetta invece alla pineta di San Francesco, che vanta un’estensione di ben 74.450 mq”, precisa Armenise. La Pineta, nata alla fine degli anni Sessanta – molto prima di parco Due Giugno, risalente al 1987 – rappresenta il reale polmone storico e il punto di riferimento naturale per il popoloso quartiere Libertà. Anche la questione del laghetto ha un precedente identico proprio a nord della città: “Un tempo, anche all’interno della pineta di San Francesco era presente uno specchio d’acqua, poi dismesso e interrato proprio a causa dell’abbandono e della mancanza di manutenzione. Questo dimostra come il disinteresse dell’amministrazione comunale e delle aziende municipalizzate sia una costante che colpisce equamente tutte le aree verdi”.
Mentre i riflettori restano puntati sul centro, intere fette di territorio periferico vengono dimenticate. Il j’accuse di Armenise traccia una mappa dettagliata dell’incuria sistematica sul litorale nord. Nel rione Fesca, il Parco di via Costa, inaugurato in pompa magna nel 2023 di fronte al Giardino Triggiani, “è stato subito abbandonato a se stesso, privato della manutenzione ordinaria”. A San Girolamo, le aiuole stradali di via Giacomo Puccini, situate a ridosso di una scuola elementare e di una casa di cura, e quelle vicino alle fontane di via Van Westerhout sono totalmente dimenticate. Scenario identico per il parcheggio inaugurato a settembre 2025 in via Costa (sull’area dell’ex scuola media Duse), le cui aiuole interne “sono già piene di erba secca che tra qualche giorno raggiungerà il metro d’altezza”.
Nel rione Marconi, il percorso ginnico-ciclabile di corso Vittorio Veneto versa in uno stato di evidente abbandono, mentre i terreni comunali a ridosso di via Napoli e della Statale 16 bis vengono sfalciati a cicli poliennali, “spesso solo dopo che i residenti hanno dovuto subire la pericolosità di incendi estivi”. Una situazione critica che si estende a tutti i quartieri semicentrali e periferici di Bari, da Palese a Japigia, fino a Carbonara e al San Paolo. Le preoccupazioni maggiori dei cittadini si concentrano ora sulle imminenti manovre finanziarie legate al Pnrr. Con i progetti del Parco della Rinascita e del Parco Costa-Sud, Bari si appresta ad aggiungere altri 200 ettari di aree verdi. “Nemmeno oso pensare cosa succederà per la manutenzione ordinaria”, conclude amaro Nicola Armenise. “Denunciare lo stato di parco Due Giugno è sacrosanto, ma è fondamentale ricordare che Bari non finisce lì. Esistono tanti quartieri che pagano lo stesso identico prezzo in termini di vivibilità e diritto al verde”.