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Bari, il degrado ferisce parco Due Giugno. La denuncia: “Fango e incuria. Pesci e tartarughe senza acqua”

Agonia nel laghetto

Pubblicato da: redazione | Lun, 8 Giugno 2026 - 10:02
parco due giugnoù

Da oasi naturalistica e punto di riferimento per le famiglie a simbolo del degrado e dell’abbandono istituzionale. Parco Due Giugno, il cuore verde più grande di Bari, finisce al centro di una durissima polemica per le condizioni del suo storico laghetto. Fino a ieri sera, lo scenario visibile a genitori e bambini era drammatico: l’acqua della vasca risultava quasi completamente prosciugata, lasciando pesci e tartarughe a morire agonizzanti nel fango, nell’indifferenza generale. La vicenda solleva una profonda riflessione sul ruolo educativo degli spazi pubblici. Il parco, infatti, “è da sempre il punto di riferimento per le famiglie baresi. Un luogo dove i genitori portano i bambini per stare a contatto con la natura e, soprattutto, per insegnare loro il rispetto per gli animali e l’ambiente”.

Davanti alle immagini degli animali lasciati senza cure, la domanda dei cittadini diventa un pesante atto d’accusa: “Che tipo di educazione e di esempio stanno dando le autorità? Come si spiega a un bambino che gli animali di cui dovrebbe prendersi cura vengono abbandonati a una morte lenta proprio da chi gestisce la città?”.La critica della piazza e dei frequentatori del parco si sposta rapidamente dal piano ambientale a quello politico. Sotto accusa finisce la gestione della macchina comunale, descritta come troppo concentrata sulla propria immagine virtuale: “Mentre i politici pensano solo all’apparire, a girare video su TikTok e a raccogliere like con la propaganda, la realtà che calpestiamo ogni giorno è fatta di degrado”. Per i denuncianti, l’unico grande parco urbano di Bari, “invece di essere un’aula a cielo aperto sul rispetto della fauna, è diventato il simbolo dell’abbandono istituzionale”.  La salvaguardia di Bari e della Puglia, rimarcano i cittadini indignati, “non si fa con gli slogan sui social, ma con i fatti. Se le istituzioni per prime calpestano la vita e la dignità di questi animali, hanno già fallito nel loro compito più importante: dare il buon esempio alle future generazioni”.

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