BARI – Il primo atto per rendere concreto il passaggio dell’ex istituto Nautico di via Abate Gimma dalla società Puglia Valore Immobiliare alla Regione Puglia e all’Adisu era stato annunciato nel corso di una conferenza stampa nel novembre scorso. Per l’edificio che, nel quartiere Libertà, viene definito come una vera e propria bomba ecologica, era stata progettata una nuova vita: residenza per universitari. Bisognava solo firmare l’atto di passaggio di proprietà e avviare le procedure necessarie anche per richiedere al Miur i fondi per la ristrutturazione. Ed invece si è tutto fermato.

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A testimoniarlo un avviso pubblicato sul sito web dell’Adisu, riguardante la scelta, per sorteggio, di professionisti che avrebbero avuto il compito appunto di occuparsi del progetto, al costo di 100mila euro. Il sorteggio era stato fissato per il 21 dicembre ma è stato annullato. A data da destinarsi.

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L’ex istituto nautico, abbandonato da anni ormai, versa in pessime condizioni, tra escrementi di colombi, finestre rotte e crepe sui muri. Per questo necessita di una lunga ristrutturazione, sotto il controllo della Sovrintendenza, considerando che l’immobile è sottoposto a vincolo. Ma il passaggio di proprietà non è ancora avvenuto. La Regione ha deciso di temporeggiare per capire se può seguire per il Nautico la stessa procedura scelta per l’ex Manifattura con l’intervento quindi dell’Invimit, società di investimenti immobiliare che fa capo al ministero dell’Economia e che ha stanziato 33 milioni di euro per realizzare all’interno di un’ala dell’ex Manifattura la sede del Cnr.

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E nel frattempo? Tutto tace. L’Adisu non nasconde la preoccupazione per i ritardi. Tra pochi mesi uscirà il bando per accedere ai fondi di restyling per le residenze universitarie, l’unica fonte di finanziamento disponibile per poter ristrutturare il Nautico. Ma senza firma del passaggio di proprietà, senza progettazione, tutto resterà sulla carta.

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Preoccupati gli studenti. “L’ex Istituto nautico è un banco di prova per dimostrare, come già fatto in precedente con la Casa dello Studente Fraccacreta, che la Puglia vuole realmente diventare una regione a misura di studente universitario – spiega Vito Gassi, consigliere di amministrazione dell’Adisu Puglia per la coalizione Up –  queste lentezze burocratiche ci lasciano basiti. Mi faccio portavoce della preoccupazione degli studenti universitari pugliesi. Ormai da mesi l’amministrazione del diritto allo studio in Puglia, da parte della Regione, è caratterizzata da inerzia e mancanza di ascolto. Mentre la comunità studentesca universitaria ha bisogno di certezze, il presidente Emiliano continua inspiegabilmente a temporeggiare nella nomina del nuovo cda  dell’Adisu nonostante l’Agenzia abbia un nuovo presidente già da tempo. Così le rappresentanze studentesche, vengono private dei loro strumenti di garanzia posti a tutela dei diritti della comunità universitaria pugliese

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Sulla questione interviene anche Leonardo Palmisano,  segretario cittadino di Sel Bari. “Conosco da vicino la vicenda del Nautico – commenta –  avendo suggerito all’ex presidente Adisu De Santis una destinazione a servizi e residenza per studenti. Sarebbe un bel colpo per la città se quello spazio diventasse uno studentato proiettato sul quartiere Libertà. Pertanto, come segretario cittadino di Sel ritengo che si debba subito procedere a sistemarlo ed a fissarne la nuova destinazione d’uso”.

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