Alla fine conta muovere la classifica e rimanere attaccati alla zona play off. Il pari del Bari ad Avellino è frutto di una prestazione determinata della squadra di Camplone che, pur con un uomo in meno per un’ora, ha tenuto dignitosamente il campo grazie ad un carattere da guerrieri. Dopo il vantaggio al 19′ con una euro-rovesciata di Maniero, però, la linea mediana è arretrata troppo, piegata dal forcing irpino. Il fallo da rigore di Cissokho è la spia di una difficoltà di contenimento della reazione avversaria. Il rosso per il terzino complica tutto, mentre un super Micai para la conclusione dagli undici metri di Castaldo, dando la carica al gruppo.

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Nella ripresa l’ingresso di Insigne crea panico tra le linee (andava marcato con maggiore puntualità) e proprio il fratellino del bomber del Napoli pareggia i conti. Bari remissivo? Solo in parte, perché sfiora un nuovo vantaggio con Jakimovski e Rosina, mostrando ordine e lucidità nella gestione dell’infuocato finale. Boateng è una carta preziosa per situazioni disperate come la ripresa al Partenio.

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Un punto come quello conquistato in Irpinia fa morale. Ma la crescita del progetto di Camplone deve necessariamente essere più rapida. Anche perché sono se per di più le formazioni che ambiscono ad entrare nella lotta promozione.

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La chiave tattica: troppa paura dopo il gol di Maniero

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Camplone rinuncia al regista Gentsoglou e lancia Valiani play, inventa l’ennesima nuova a difesa, scommettendo sul rilancio di Tonucci (per Rada) e sulla tenuta dei terzini Cissokho e Di Noia (entrambi protagonisti di una gara piena di amnesie). Centrocampo e attacco giocano con intensità solo in avvio, poi l’inferiorità numerica costringe a privilegiare il contenimento e le folate offensive restano legate alle ripartenze. L’Avellino non ha una difesa a tenuta stagna, il Bari avrebbe potuto approfittarne una volta in vantaggio: dopo il gol di Maniero ha trionfato la paura, certificata dalla pioggia di cartellini in una frazione di primo tempo (ben 4).

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Punto di forza: attacco da serie A

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L’attacco ha numeri da categoria superiore: l’azione del gol di Maniero è pregevole per velocità di esecuzione e spettacolarità, mette in evidenza un innegabile potenziale balistico, sfruttato parzialmente finora nel torneo.

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Punto debole: terzini inaffidabili

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La difesa è un vero rebus (sette gol nelle ultime tre gare): Di Cesare regge, Tonucci pure; i terzini sono il tallone d’Achille. Di Noia è un laterale difensivo improvvisato, Cissokho in ritardo di condizione. Da qui la perdita di sicurezza che influisce sull’intero reparto e di conseguenza sull’identità della squadra.

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La curiosità: Micai ricorda Gillet

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Micai ha due elementi in comune con Gillet, amatissimo Ex capitano del Bari: usa il cerchietto per i capelli e para i rigori. Buono l’esordio stagionale. E’ un patrimonio che il club non dovrà dimenticare di valorizzare nel prosieguo della stagione.

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@waldganger2000

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