ll sindaco Decaro chiede l’arrivo dei militari per rendere la città più sicura dopo la nuova sparatoria a Enziteto. Manca solo un video “proformante” su YouTube di Antonio nostro (ma siamo certi che arriverà). La realtà ve la raccontiamo noi. Nicola è un militare volontario nell’esercito. E’ di Caltanissetta. Mentre qualcuno gli spiega dove si trova via Granieri, come si arriva al San Paolo, quali sono le piazze dello spaccio a Japigia – solo per fare pochi esempi – ci sarà stata a Bari una nuova sparatoria, il commercio di dosi di cocaina procederà e ci sarà chi “supererà” il posto di blocco dei militari senza alcuna fatica. Stupisce che non ci sia stato il consueto vertice in Prefettura. Magari con il ministro di turno che viene a promettere “la risposta immediata dello Stato”. Accompagnato dal rassicurante “non vi lasceremo soli”.\r\n\r\nEppure non cambia mai niente. Il grigio cupo delle periferie è sempre lì. Prende un po’ di luce solo nelle due settimane che precedono le elezioni comunali. Poi torna più cupo di prima. Proprio lì, nelle borgate, cresce la disperazione di chi non trova lavoro, delle famiglie che perdono la speranza nello Stato ogni giorno di più. Ed è proprio nelle periferie che i minorenni vengono arruolati dalla malavita per spacciare, rapinare, chiedere il pizzo. E se è necessario, anche per sparare. Di fronte ad una emergenza così grave la militarizzazione della città è solo un palliativo. Per restituire fiducia nelle istituzioni alla maggioranza di baresi spaventati bisogna invece potenziare la dotazione delle forze dell’ordine che già operano in città, con l’assegnazione di ancora più uomini e più mezzi. Stesso discorso vale per i magistrati. Caro Decaro, basta propaganda. La lotta alla criminalità non si fa con le parole ma dando risorse maggiori a chi già la combatte – polizia, carabinieri e guardia di finanza – e investendo, con convinzione ulteriore, sulla prevenzione e sulla cultura della legalità.

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