BARI – Se non è un esercito di “dimenticati” poco ci manca. Donati, Romizi, Petropoulos, Minala, Puscas, lo stesso Gentsoglou e, volendo, la lista potrebbe allungarsi con i nomi di Sansone e Boateng. Cosa li accomuna? Lo scarso minutaggio, non c’è dubbio. Alcuni sono dei “veterani” biancorossi, vedi il mediano Romizi, uno dei pochi superstiti della stagione della remuntada e della serie A sfiorata come in un bel sogno. Per lui ogni anno la storia si ripete: nonostante abbia avuto un rendimento quasi sempre costante e comunque oltre la sufficienza, parte come seconda o terza scelta. In questa stagione, addirittura, è diventato la quinta o sesta opzione, Camplone gli sta preferendo nel ruolo davanti alla difesa anche una mezz’ala come Valiani. Fatto sta che l’ex Fiorentina il rettangolo verde l’ha visto poco o nulla e non si intuisce la scelta del club di bloccarlo in Puglia. Discorso simile si può fare per Donati, anche se per lui il fattore età incide maggiormente. Nel suo caso il club ha provato anche a lasciarlo libero, ma evidentemente non è stato trovato un accordo. E ora non gli resta che fare da chioccia ai più giovani, non tantissimi per la verità. Restando sulla linea di centrocampo, ecco il terzo “doppione”: il greco Gentsoglou. Anche lui è un mediano dai piedi più educati rispetto a Romizi e una visione di gioco migliore. Nei primi due mesi del campionato non ha mai trovato spazio, poi all’improvviso Nicola, come folgorato sulla strada di Damasco, lo ha  inserito nell’undici titolare e, effettivamente, il greco si è conquistato il posto da titolare con buone prestazioni. Sino all’infortunio di dicembre: dopo un mese di stop è rientrato per un breve spezzone, ma pare non abbia convinto Camplone che lo ha rispedito in panca. Tre calciatori per la stessa zona di campo, ma al posto loro gioca una mezz’ala. (e per fortuna che almeno Porcari è tornato al Carpi, altrimenti la lista si sarebbe allungata). Minala è stato il primo acquisto di gennaio, ma di lui onestamente si sono perse le tracce: 20 minuti e poco più, poi è svanito dai radar del San Nicola. Di Petropoulos non c’è molto da dire, sarebbe più un caso per la trasmissione “Chi l’ha visto”. Il giovane Puscas è stato prelevato dall’Inter come una delle migliori promesse del calcio giovanile europeo, Nicola lo ha gettato nella mischia da titolare un paio di volte e il talento romeno ha fatto poco per convincere il suo allenatore che ne valesse la pena. Camplone non ci ha nemmeno provato, chissà cosa deciderà di fare ora con Maniero azzoppato. La domanda, a questo punto, è una: in campagna acquisti conta solo la quantità?

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