Renzi ed Emiliano non si amano. Ma le beghe politico-partitiche ormai debordano dai confini del Partito democratico e riguardano un conflitto non più latente tra poteri dello Stato, tra il governo centrale e le autonomie regionali. Con linguaggio immediato Emiliano ha ribadito che i territori vanno rispettati e Roma non può essere autoreferenziale: “Siccome questa, come avrete capito – ha spiegato – non è l’epoca di quelli che hanno la lingua capace di ripulire il cammino dei potenti ma e’ l’epoca di quelli che hanno il coraggio di dire mi dispiace, non sono disponibile per struttura, cultura ed estrazione politica”.

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I temi al centro della guerra tra centro e periferie

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Il nodo è il masterplan per il Mezzogiorno? Non solo. In ballo c’è lo sbocca Italia, la Tap, le politiche occupazionali. Emiliano: “Fermo restando il progetto di riforma costituzionale in cui la competenza sull’energia è del governo, le Regioni non parlano più sull’energia?. Ma stiamo scherzando? Che modo di pensare al governo del Paese è mai questo?”.

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Il rischio per la Puglia

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Non sarà questo l’ultimo scontro tra premier e governatore, e appare sempre più evidente che questa diatriba potrebbe avere effetti anche sulla rilevanza della Puglia nei tavoli nazionali. Dove in ballo non c’è l’orizzonte politico dei contendenti ma quello dello sviluppo e della crescita della regione. E dei suoi cittadini.

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