BARI – Un’altra richiesta di sequestro di 31 milioni di euro è stata depositata dalla Procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sui 25 treni acquistati a peso d’oro da Ferrovie Sud Est durante la gestione di Luigi Fiorillo, ex amministratore unico. L’istanza è stata presentata dal pm Isabella Ginefra oltre un anno fa nei confronti degli ex amministratori dell’azienda di trasporto imputati nel procedimento penale, ma il giudice non si è ancora espresso. Ieri lo stesso pubblico ministero ha disposto il sequestro d’urgenza, eseguito dalla guardia di finanza, nei confronti di Fiorillo di 3,8 milioni. Si tratta di un provvedimento preventivo in attesa di capire come terminerà il processo penale nel quale è imputato, quello sui 25 treni acquistati – secondo la magistratura – ad un prezzo fuori mercato. In particolare, la guardia di finanza ha bloccato i saldi attivi di due polizze vita che Fiorillo aveva sottoscritto con due banche diverse con sede a Milano e il saldo attivo di un conto corrente. Fiorillo è imputato nell’udienza preliminare che si sta svolgendo davanti al gup di Bari, Annachiara Mastrorilli, oltre all’ex amministratore unico di Fse rischiano di essere rinviati a giudizio anche Nicola Alfonso, all’epoca dei fatti contestati dalla Procura responsabile tecnico dell’azienda, il commercialista Carlo Beltramelli, Marco Mazzocchi, rappresentante legale della società polacca “Varsa Sp. Zoo” di Varsavia, Giuseppe Fiaccadori, rappresentante legale di “Railconsulting” srl di Marmirolo, il polacco Zygfryd Franciszek Zurawski, componente del direttorio della società polacca “Pesa Bydgoszcz Sa” e Tomasz Zaboklicki, presidente del direttorio della società “Pesa Bydgoszcz Sa”. Questi ultimi due hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, per tutti gli altri, invece, il 13 giugno il giudice deciderà se rinviarli o meno a processo. Gli episodi contestati dal pubblico ministero si riferiscono al periodo 2006-2012, l’inchiesta, in particolare, ruota attorno all’acquisto di 25 carrozze ristrutturate dalla società polacca Varsa, pagate 22 milioni 500mila euro, il doppio – secondo la Procura – rispetto al valore di mercato dei vagoni, stimato in circa 11 milioni di euro. Le Ferrovie Sud Est avrebbero comprato le carrozze passeggeri dismesse al prezzo di 37mila e 500 euro ciascuna, per una spesa di 912mila euro. Dopo qualche mese, la stessa società avrebbe venduto i 25 convogli nel medesimo stato in cui si trovavano, alla società polacca incaricata di eseguire interventi di ristrutturazione al prezzo di 280mila euro ciascuna, intascando quindi circa 7 milioni. Successivamente, sempre le stesse carrozze sarebbero state ricomprate dalle Ferrovie Sud-Est, questa volta a 900mila euro ciascuna, per un esborso di oltre 22 milioni di euro.

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