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Sup, kitesurf, windsurf, tre sport che i ragazzi che vivono in località vicine a specchi d’acqua conoscono bene. Bari non è da meno: basta andare in spiaggia in questi giorni per vedere amatori e professionisti in piedi sulle loro tavole venire trasportati grazie al vento da un enorme aquilone (kitesurf) o da una vela (windsurf).\r\n\r\nMeno conosciuto, ma comunque sempre più apprezzato, è lo stand up paddle (spesso abbreviato in sup), che sfrutta la stessa attrezzatura degli altri due sport, ma richiede maggiore forza: si usa un grosso remo (chiamato paddle) per spostarsi tra le onde.\r\n\r\nSport per tutte le età\r\n\r\n”Si tratta di una disciplina che ha fatto molta fatica all’inizio ad essere apprezzata dagli sportivi – racconta Beppe Caldarulo, presidente dell’associazione sportiva Big air – tant’è che all’inizio pensavamo non decollasse. Poi da 3-4 anni ci si sono avvicinati ragazzi e adulti di tutte le età”. Lui l’evoluzione di questo sport lo conosce bene, è stato infatti il primo ad introdurla in Italia attraverso la sua associazione nel 2004.\r\n\r\nNel 2001 Caldarulo ha creato la sua associazione per portare in Puglia windsurf, kitesurf e surf. E la risposta del pubblico è stata molto calorosa. “Quest’anno – spiega – tantissime persone fanno lezione da noi per impratichirsi in questi sport acquatici. L’età dei praticanti? Partono dai 7 anni, ma non è raro vedere anche gli over 50 sulla tavola: si tratta di attività che avvicinano un po’ tutti. Infatti chi vuole uno sport estremo farà kite, chi invece vuole farsi una passeggiata in mare farà sup”.\r\n\r\nIl tutto sotto lo sguardo fidato di Beppe Caldarulo, che è sulla tavola da surf da quando aveva 13 anni e che ha girato il mondo per provare prima sulla sua pelle questi sport. Già nel 1998 aveva introdotto in Italia la disciplina del kitesurf: “L’avevo provata – spiega – durante uno dei miei tanti viaggi e allora ho cercato subito un’azienda che potesse produrre nel nostro Paese l’enorme aquilone che i praticanti sfruttano per farsi trasportare dal vento”.\r\n\r\nI costi\r\n\r\nQuel che di certo aiuta i tanti praticanti sono i costi non elevati delle lezione. “Non si tratta di sport troppo costosi” spiega Caldarulo. “Ad esempio il noleggio della tavola da sup per mezz’ora costa 5 euro, se uno invece vuole fare windsurf un’ora costa 10 euro”.\r\n\r\nTutte queste discipline non sono, come erroneamente si può credere, legate alla stagione estiva. “Moltissima gente – continua – si avvicina a questi sport acquatici, detti ‘di trascinamento’, su tavola nel periodo estivo perché il clima è migliore, ma si possono praticare tutto l’anno. Basta che ci sia abbastanza vento e onde per essere trasportati”.\r\n\r\nHydrofoil, l’evoluzione del kitesurf\r\n\r\nChiudiamo la nostra chiacchierata con Beppe Caldarulo chiedendogli quale sarà il prossimo sport in mare che intende introdurre per coloro che si avvicinano alla sua associazione. “Mi piacerebbe far provare l’hydrofoil, una variante olimpica del kitesurf in cui viene utilizzata una tavola con una grossa pinna, che permette al praticante di viaggiare sopraelevati sull’acqua.”


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