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Tra poche ore scadrà il termine per la ricapitalizzazione del capitale sociale del Bari calcio. La querelle è diventata una specie di tormentone, una telenovela che ha appassionato addetti ai lavori e tifosi. La delibera dell’assemblea straordinaria, tenuta a Terlizzi il 6 giugno alla presenza dei soci Gianluca Paparesta e Cosmo Giancaspro, ha stabilito che si possa versare liquidità fino a 7,5 milioni di euro, in proporzione alle quote sociali detenute (95% Paparesta, 5% Giancaspro).

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Finanziamento diventato aumento di capitale per Paparesta

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Dagli atti del verbale dell’assemblea straordinaria emerge una novità: una comunicazione del presidente Gianluca Paparesta con la quale il 2 giugno scorso dichiara che il finanziamento di 500mila euro al club, effettuato il 18 aprile scorso, “deve intendersi degradato espressamente sotto il profilo della sua natura da finanziamento del socio a versamento in futuro aumento di capitale”. Il presidente del Bari, anche nelle ultime ore, ha  operato alla ricerca di nuove alleanze per rinforzare le basi del club, dopo la mancata conclusione della trattativa con l’investitore malese Noordin Ahmad.

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Giancaspro ha ricapitalizzato già il 5%. Ed è disposto a guidare il club

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Giancaspro ha ricapitalizzato per il 5% e ha esercitato l’opzione sulla prelazione delle quote eventualmente non rilevate dal socio di maggioranza. Di fatto ha un potenziale programma (anche tecnico, non solo economico) per guidare il club. E con la nota inviata ieri pomeriggio ha chiesto di accelerare i tempi in vista dello sprint per l’iscrizione, una lotta contro il tempo per evitare una penalizzazione che scaturirebbe dal mancato rispetto delle scadenze.

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Il raffreddamento sulla rotta Malesia-Puglia \r\nNessun riscontro per la definizione dell’affare con l’imprenditore Noordin Ahmad. L’advisor Grazia Iannarelli ha descritto la trattativa parlando di “polemiche, numeri, accordi sbandierati. Sembra di essere alla Medina”. Dopo il preliminare d’acquisto firmato l’8 aprile, e l’annuncio di concludere “entro maggio”, non ci sono stati passi in avanti o concreti per trasformare le dichiarazioni d’intenti nell’ingresso in società dell’asiatico per il 50% (delle quote di Paparesta). In futuro, dicono da Kuala Lumpur, si vedrà. Magari quando non ci sarà lo stesso socio di minoranza. Ma il futuro del Bari è adesso. E per l’iscrizione ci vogliono denari sonanti. Oggi.

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@waldaganger2000


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