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L’Università di Bari ha approvato  il bilancio del 2015, registrando un avanzo di 7 milioni di euro. Un risultato importante, se si pensa che fino a tre anni fa l’Ateneo  registrava un disavanzo di 32 milioni di euro, ora azzerato attraverso una politica di taglio degli sprechi.\r\n\r\nL’Università ha anche subito quest’anno la riduzione di circa 3 milioni del “Fondo di Finanziamento Ordinario” (-1,78%) – si legge in una nota –  dovuto all’analoga riduzione operata dal Governo a livello di sistema”. Una riduzione del Fondo del 2% era stata però prevista dal piano di rientro e di rilancio dell’Ateneo, approvato a settembre 2014.\r\n\r\nGrande soddisfazione in seguito all’approvazione del bilancio da parte dei rappresentanti degli studenti. “Il risultato raggiunto oggi è storico, e di grandissimo rilievo anche nel quadro nazionale”, spiega il consigliere di amministrazione di Up Carlo De Matteis. “Nei mesi avvenire – continua – credo dovremo investire nella formazione in corsi di studi, nei dottorati, nei posti da ricercatore, per garantire un futuro ai giovani e all’Università stessa. Dobbiamo credere nella valorizzazione dei nostri spazi didattici, rendendo consone e decorose le nostre aule, rivedere gli investimenti in tema di servizi agli Studenti e garantire ai nostri colleghi di trovare in questo Ateneo un percorso di vita, più che un luogo in cui acquisire un pezzo di carta”.\r\n\r\n”‎Il risultato raggiunto oggi – commenta Serena de Filippo, consigliera d’amministrazione di Studenti indipendenti – è la risultanza di politiche di contenimento degli sprechi, ma anche di sacrifici del personale tecnico e dei tagli ai servizi agli studenti passando per l’incremento della tassa massima. Ora avvertiamo la necessità di attuare una politica d’investimenti il più possibile compartecipata dalle parti sociali accademiche ma anche territoriale”. Piano di rilancio che deve passare anche attraverso un ripensamento dei corsi di studio: “Fondamentale – spiega – sarà una riflessione sui corsi di laurea che perdono iscritti di anno in anno e il fenomeno della dispersione che avviene con il conseguimento della laurea triennale”.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n 


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