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BARI – E’ tornato nel suo quartiere solo da qualche giorno, ma tra le strade del San Paolo si registrano già le prime fibrillazioni. Il boss Andrea Montani, 52 anni, conosciuto negli ambienti malavitosi con il soprannome di “Malagnac”, è di nuovo libero. Ha scontato 28 anni di detenzione nel penitenziario di massima sicurezza, la maggior parte del tempo lo ha trascorso in regime di 41 bis, il carcere duro.

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Dal 28 giugno è di nuovo nel capoluogo pugliese e il suo rientro non è passato inosservato. Le forze dell’ordine lo tengono sotto controllo, ma anche i suoi nemici. Certo, rispetto a quasi 30 anni fa, quando fu arrestato, sono cambiate molte cose nella geografia criminale barese, i vecchi alleati sono diventati in alcuni casi nemici oggi, alcuni clan non esistono più e la Dda teme che la sua presenza possa essere ritenuta troppo “ingombrante” da chi gestisce i traffici illeciti adesso.

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Andrea Montani è considerato dagli inquirenti uno dei vecchi capi clan della malavita barese, il problema è capire come sarà “accolto” il suo ritorno alla libertà e quali sono le sue reali intenzioni. Nel 2006 “Malagnac” subì un lutto importante, perse suo figlio Salvatore, un ragazzo di appena 18 anni: il giovane, con alcuni amici, entrò in un negozio che vendeva animali e pretese di portare via un cagnolino da regalare ad alcuni parenti. Il commerciante reagì puntando un fucile e sparando, un proiettile raggiunse Salvatore e lo uccise. Qualche anno dopo l’omicidio di suo figlio, Andrea Montani ebbe dai giudici della Cassazione l’autorizzazione alla donazione del seme da utilizzare per la procreazione assistita e sua moglie gli ha donato due gemelli.


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