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“Chiedo giustizia e verità”. A parlare è  il sindaco di Andria, Nicola Giorgino, davanti alle 13 bare, le 13 vittime del disastro ferroviario. E’ stato l’unico tra rappresentanti istituzionali e parenti delle persone decedute a prendere la parola durante il rito funebre.\r\n\r\n”Oggi l’intero territorio è nel dolore ed Andria è la città che paga il tributo più alto in termini di vittime. Oggi io ho il dovere di chiedere con voce ferma e decisa giustizia e verità, lo dobbiamo ai familiari delle donne, dei giovani la cui esistenza è stata interrotta da questo tragico evento.  Oggi qui è rappresentato un territorio martoriato che ha saputo reagire con dignità e spirito di servizio”.\r\n\r\nGiorgino ricorda quanto quel tratto di linea ferroviaria, tra Andria e Corato, è frequentato da studenti, pendolari, professionisti. “Chiedo che la magistratura faccia verità sui fatti. Tutti i cittadini di Bari,  Barletta, Bitonto, Terlizzi, Andria, Corato, Ruvo conoscono bene quella tratta, studenti, pendolari, professionisti, ognuno può raccontare il suo personale rapporto con quel treno. Un mezzo che nessuno poteva immaginare diventasse veicolo di morte e disperazione anziché fonte di vita vissuta. In questi giorni la quiete delle nostre campagne è stata squarciata da grida, paure, ansia, lamiere e morte.  Il dolore è forte e  toglie il fiato”.\r\n\r\nE conclude con un appello alle istituzioni, in particolare al presidente Sergio Mattarella. “Posso assicurare che questo lembo del nostro Sud operoso saprà essere forte, saprà rialzarsi. Al capo dello Stato rivolgo le ultime parole: guardi signor presidente i volti dei famigliari delle vittime, di tutti coloro che sono presenti. Mai più una strage così. Oggi lo sdegno prende il sopravvento: ci aiuti signor presidente a fare prevalere a partire da domani il coraggio”.


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