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Lo sport per contrastare i problemi di salute e lo stile di vita sedentario dei giovani, promuovendo l’integrazione tra europei. E’ questo l’obiettivo di “Share&Shake”, progetto del programma Erasmus Plus, presentato questa mattina, 22 luglio, durante una conferenza stampa a Palazzo di Città dall’amministrazione comunale insieme all’associazione culturale Union pro Europe.  Share&Shake sarà inserito nella “Settimana europea dello sport 2016”, ospitata a Bari dal 10 al 17 settembre  e sarà finanziato da fondi diretti della Commissione europea.\r\n\r\nLe due fasi del progetto “Share&Shake”\r\n\r\nIl progetto consta di due fasi. La prima, inserita nella “settimana europea dello sport”, durante la quale verranno organizzate attività  sportive in tutta la città, alle quali parteciperanno anche 40 ragazzi (tra i 15 e 18 anni) provenienti da Belgio, Polonia, Grecia e Portogallo. La seconda fase prevede la promozione, per sei mesi, del metodo educativo “Alcis”(Action learning for children education), secondo il quale è importante fare sport tra un’ora scolastica e l’altra, al fine di innalzare il livello di attenzione. Questa fase del programma verrà effettuata contemporaneamente in istituti scolastici baresi e in quelli degli altri quattro Stati europei, parte del progetto.\r\n\r\nLe dichiarazioni dell’amministrazione comunale\r\n\r\n“Attraverso Share&Shake vogliamo invitare i cittadini, i giovani baresi e i loro amici europei  a fare sport – ha spiegato Pietro Petruzzelli, assessore allo sport – Il nostro obiettivo è incentivare l’attività sportiva di giovani ed evitare, come dicono alcune statistiche, che i ragazzi che superano i 14 anni smettano di fare sport, con effetti negativi sulla loro salute”.\r\n\r\n“Questo è il primo progetto che garantisce a Bari fondi diretti dalla Commissione europea. E consentirà al Comune e ai suoi cittadini uno scambio culturale importante con l’Europa – ha aggiunto Paola Romano, assessore alle politiche giovanili – Inoltre, il ritengo metodo “Alcis” considerevole perché lega lo sport non solo alla competizione ma soprattutto al benessere fisico e psicologico dei ragazzi durante le ore scolastiche”.\r\n\r\n 


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