Cabtutela.it

BARI – La pista dei fiancheggiatori del terrorismo che porta in Puglia si rafforza sempre di più. Quello che sta emergendo dalle indagini degli inquirenti francesi dopo la strage di Nizza è inquietante, al di là delle dichiarazioni ufficiali e rasserenanti degli investigatori italiani.\r\n\r\nIl tunisino di Gravina era con l’attentatore\r\n\r\nChoukri Chafroud, il 37enne tunisino che viveva a Gravina in Puglia e che è stato arrestato dopo l’attentato rivendicato dall’Isis, il 14 luglio scorso, tre ore prima della strage sulla Promenade, si trovava con l’attentatore Mohamed Bouhlel. Il tunisino di 37 anni è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza nel tir bianco usato per il massacro, era nel lato passeggero. Choukri, incensurato, ha vissuto a Gravina fino al 2015, lavorando in un fondo agricolo. Secondo gli investigatori francesi, sarebbe anche tornato in Puglia qualche settimana fa, ospite di alcuni connazionali.\r\n\r\nI messaggi prima della strage\r\n\r\nLui è Bouhlel sono sempre in contatto, il 4 aprile scorso il tunisino scrive un messaggio su Facebook nel quale sembra incitare l’attentatore. Gli consiglia di “caricare il camion”, riempiendolo di “duemila tonnellate di ferro”. Choukri parla di “tagliare i freni”. Aggiungendo: “E io guarderò”. Da Nizza Choukri ha avuto diversi contatti in Puglia con albanesi e tunisini. Con chi parlava? Di cosa parlava? Sono queste le domande che si pongono la Procura di Bari e Roma, che indagano assieme.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui