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BARI – Sono stati tutti condannati i 5 imputati accusati di aver imposto il pizzo ai commercianti ambulanti che erano presenti all’esterno dello stadio San Nicola durante il concerto di Vasco Rossi del giugno 2015. Il Tribunale di Bari ha inflitto 7 anni di carcere a Nicola Schingaro, Antonio Lavacca, Marco Latrofa e Beniamino Loglisci, mentre per Domenico Citarelli la condanna è di 3 anni e 6 mesi. Al Comune di Bari che si era costituito parte civile per il danno di immagine è stata riconosciuta una provvisionale di 8mila euro.

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Le indagini della squadra mobile

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Le indagini furono svolte dalla squadra mobile diretta da Luigi Rinella e coordinate dai pm Roberto Rossi e Patrizia Rautiis. Secondo gli investigatori ogni commerciante fu costretto a pagare 500 euro al giorno per ciascuna delle due date del concerto, sono 40 gli episodi contestati. La Procura aveva chiesto cinque condanne a 12 anni di reclusione. Stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, i presunti estorsori spadroneggiarono durante quei due giorni, taglieggiando gli ambulanti e assistendo all’inaugurazione della tournée in prima fila. Non solo: secondo quanto rivelato da un pentito, Michele Miccoli, il clan Strisciuglio impose anche il pagamento di 5 euro per ogni auto parcheggiata.

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La rivelazione del pentito

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“Lo stadio è del clan Strisciuglio”, ha spiegato Miccoli. Sulle estorsioni alle roulotte di bibite e panini, il collaboratore di giustizia ha confermato che “dovevano dare i soldi o dovevano chiudere e se ne dovevano andare” e con qualcuno che si sarebbe ribellato “la schiaffeggiata è capitata”. Miccoli ha poi raccontato del business dei parcheggi all’esterno dello stadio spiegando che “si mettono le persone che non c’entrano niente con la malavita per fare il parcheggio, imporre 5 euro a macchina e prenderci il ricavato. Poi dando la giornata al parcheggiatore. Quanto prendeva il parcheggiatore? Mille euro: 100-150 la giornata a lui e 850 euro a noi”.\r\n


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