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La gente a San Pio non ha voglia di parlare. Sono le 19 e le strade sono vuote. Il silenzio è rotto dagli scooter che sfrecciano nei vicoli per poi sparire. Siamo a fine estate e le giornate più corte tolgono la luce prima a un quartiere che luce non ne ha. “Le forze dell’ordine si ricordano di noi solo quando scappa il morto e nei giorni che seguono. Poi il nulla”, racconta un residente. “Nel quartiere non c’è una postazione fissa delle forze dell’ordine. Ci hanno abbandonato tutti”. Ma non la malavita che ne ha fatto terra di conquista, spaccio, sangue e violenza. All’inizio del 2016 si sono susseguite due sparatorie in una settimana. E’ stata l’occasione per le istituzioni per raggiungere il quartiere dimenticato, accendere le telecamere e lanciare messaggi di minacce ai clan. “Noi non abbiamo paura”.\r\n\r\nMa la gente sì e tanta. Oggi ancora di più. “Il supermercato del quartiere viene rapinato spesso. Tra le palazzine si spaccia. Entrano in casa armati e portano via quello che possono. Rubano auto. Tutte cose che un tempo non accadevano”, raccontano. Ragazzi tra i 14 e i 18 anni – come ha raccontato Borderline 24 – hanno ricevuto dal luogotenente della cosca l’incarico di pattugliare ogni via di accesso al rione, segnalare ogni spostamento anomalo o il passaggio delle forze dell’ordine. Si sentono già grandi così le piccole vedette, ma per sentirsi più “uomini” si fanno scortare dalle pistole. Armi che imparano ad usare per strada, mirando di notte contro i bidoni dell’immondizia, i cartelli stradali oppure contro gli alberi.\r\n\r\nNon solo. A San Pio mancano i servizi. L’unica farmacia è stata inaugurata qualche mese fa, festeggiata come una conquista. Come se ci fosse da festeggiare per l’apertura di una farmacia che arriva dopo decenni. Non ci sono negozi e per comprare qualsiasi cosa, bisogna spostarsi. “Non si può amare un quartiere che non vivi”.\r\nSan Pio che negli anni ha cambiato solo il nome – si chiamava Enziteto – porta ancora nei vicoli del quartiere i pianti inascoltati di una piccolina morta dieci anni fa per stenti, maltrattamenti e denutrizione: Eleonora. E di quelle strade che “non ascoltarono” resta tutto anche le promesse mai mantenute di chi ha detto tanto e fatto niente. Restano I “pali” e le bustine passate tra mani che dovrebbero ancora giocare.\r\n”Abbiamo paura. Non è facile vivere a luci spente. Non è facile far uscire di casa i propri figli e lasciarli per strada, dove le uniche regole che vigono sono quelle della malavita”.\r\nE allora quando (subito dopo le sparatorie di febbraio scorso) il sindaco Antonio Decaro e l’assessore Pietro Petruzzelli giocarono una partita di calcio con i bambini del quartiere di San Pio per poi andare via e non tornare, hanno lasciato un’altra ferita nel quartiere.\r\n”I nostri bambini sono come gli altri”, tuona una mamma. Ed è vero: i bambini devono essere tutti uguali. Ma qui non hanno le giostre, non hanno un parco dove giocare. Non hanno nulla. Solo il rammarico di vivere in un quartiere dimenticato.


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