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La manutenzione del verde pubblico a Bari non è affidata a un’unica azienda ma a tante e a seconda dei quartieri. La cosa evidentemente non produce gli effetti desiderati e il verde pubblico resta uno dei grandi crucci di una amministrazione che spesso fa eco alla diffusa maleducazione dei baresi. Senza regole ognuno si sente libero di fare ciò che vuole. Anche di drogarsi in un giardino pubblico e di buttare la siringa per terra a rischio che qualcuno si possa pungere. Accade questo in Piazza Eroi del Mare, in Largo Adua e non solo: le panchine sono rotte, da tempo nessuno taglia l’erba o pulisce il giardino. La denuncia parte dal consigliere di opposizione Irma Melini che – in seguito alle segnalazioni dei residenti del quartiere – ha fatto un sopralluogo nel giardino che si affaccia sul lungomare.\r\n\r\n

\r\n\r\nQuello di Piazza Eroi del Mare non è un caso isolato. Il verde pubblico in città – già risicato – non è curato.\r\n\r\n”L’incuria di questa amministrazione per i giardini agevola l’incuria dei concittadini”, tuona la Melini. “La teoria della ‘finestra rotta’ è sempre più attuale in questa città: se tutto è in un ordine perfetto nessuno si permette di comprometterlo, diversamente basterà un solo gesto per tornare nel caos. L’amministrazione deve essere un esempio di rispetto dei luoghi pubblici e deve, solo se in regola, sanzionare chi altera l’ordine e il decoro cittadino”.\r\n\r\nLa Melini aveva convocato per la giornata di ieri un consiglio comunale ad hoc – finito però ancora prima di cominciare – per discutere dell’emergenza alluvioni e anche del verde pubblico. Secondo la consigliera “è necessario individuare una sola azienda che – mediante un regolare bando di gara –  si occupi della manutenzione del verde pubblico di tutta la città. Questo consentirebbe un notevole risparmio oltre al miglioramento dei servizi”.


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