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Un sodalizio criminale che unisce Puglia, Lombardia e Albania, per un obiettivo comune: il profitto. È questo il quadro che è emerso dopo la maxi operazione che ha visto finire in manette 22 persone provenienti dalle cinque province pugliesi e da Milano. Gli arrestati, di cui cinque sono di origine albanese, avevano messo in piedi un complesso sistema per lo spaccio di marijuana e cocaina attivo principalmente sulla piazza cerignolana e foggiana, ma che attraverso il rapporto tra i clan permetteva alla droga di arrivare anche nelle altre province pugliesi.\r\n\r\nA gestire il traffico era il clan criminale cerignolese dei Fucci, capitanati da Gerardo Fucci, e un’altra famiglia di Trani, che importavano in Puglia grossi quantitativi di marijuana dall’Albania e di cocaina sia da Roma che da Milano e Palermo. L’indagine, conclusasi a fine 2015, ha quindi portato nuovamente all’arresto del narcotrafficante internazionale albanese Roland Lame, che lo scorso 13 giugno era scampato ad un agguato da parte di un clan criminale locale.\r\n\r\nNello specifico gli arrestati – tra cui un barese – sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Altre cinque persone sono attualmente indagate. Gli arresti sono stati emessi dal gip del tribunale di Bari Giovanni Abbattista, su richiesta dei procuratori della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Maralfa, Carmelo Rizzo, Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio. “Dalle indagini – ha spiegato Maralfa – è emerso che le bande alimentavano le piazze di spaccio pugliesi più remunerative, rifornendo i gruppi locali. L’acquisto era però imposto ai compratori che li minacciavano per detenere il monopolio sul settore”.\r\n\r\nNella complessa operazione, che ha visto l’ausilio di 500 carabinieri, unità cinofile e del sesto Elinucleo di Bari, erano stati in precedenza catturati altri 15 trafficanti, sequestrati 15 chilogrammi di cocaina e oltre una tonnellata di marijuana. Anche Bari era finita nel mirino degli inquirenti, visto che ad ottobre 2014 nel quartiere Madonnella era stato rinvenuto uno dei più grandi arsenali di armi mai sequestrato in Italia: 70 armi di vario genere – tra cui kalashnikov, mitragliatrici, fucili, pistole, silenziatori e oltre 3500 munizioni.


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