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“Sfrutteremo la legge di stabilità per fermare l’esodo dalle università del Sud. Vogliamo che un giorno si dica: Vado a studiare a Bari perché è un’eccellenza”. Il ministro dell’Istruzione Giannini arriva a Bari – in occasione dell’inaugurazione del centro polifunzionale dell’Università di Bari, ospitata all’ex Palazzo delle poste – e annuncia un piano del governo per rendere la Puglia un polo attrattivo per gli studenti. “Non è un intervento che deve investire solo l’Università, ma tutto il tessuto sociale. Per questo oggi non possiamo dire che studiare al Politecnico di Bari è come studiare a quello di Milano. Un giorno però dal Nord gli studenti verranno a studiare a Bari perché è un’eccellenza”.\r\n\r\nL’incontro di questa mattina ha permesso al ministro di “toccare con mano” tutte le innovazioni dell’università barese, tra cui le start up che sono state avviate con il supporto dei fondi dell’Uniba. Tra questi c’è anche un sistema che sfrutta la realtà virtuale per la progettazione 3D, che la Giannini ha testato grazie ad un visore.\r\n\r\nIl ricordo degli studenti vittime di incidenti\r\n\r\nDopo aver tagliato il nastro inaugurale del centro e ascoltato un’esibizione del coro Harmonia e dell’orchestra Athenaeum, il ministro Giannini ha incontrato con il rettore dell’Università Antonio Uricchio i parenti degli studenti universitari vittime di incidenti, come la tragedia\r\nferroviaria sulla tratta Andria – Corato. A loro sono stati consegnati i diplomi di laurea che non hanno mai potuto ricevere.\r\n\r\nIl rettore Uricchio: “Abbiamo creato uno spazio per la crescita degli studenti”\r\n\r\n”Per evitare – ha spiegato il rettore Uricchio – che i ragazzi abbandonino l’università a Bari in favore di altre strutture dobbiamo creare degli spazi di crescita, continuare a rendere questo luogo un’eccellenza. Proprio per questo abbiamo restaurato l’ex palazzo delle Poste, così da donare ai ragazzi aule multimediali e aree a loro disposizione, con una capienza di\r\nben 600 posti. Solo fornendo loro gli strumenti per crescere potremo essere sicuri che ci sceglieranno sempre”.\r\n\r\nDagli studenti è arrivata invece la richiesta di un dialogo con le istituzioni per risolvere le problematiche dell’Ateneo. “Auspico che il ministro – spiega Carlo De Matteis, consigliere di amministrazione dell’associazione Up – dia la giusta attenzione a numerose tematiche come\r\nil finanziamento agli atenei, la valorizzazione della ricerca degli atenei meridionali e tutto ciò che servirebbe per rendere sempre più competitive le università al di là delle solite note”.\r\n\r\nLa protesta dei nastrini rossi\r\n\r\nAd attendere il ministro all’esterno dell’ex palazzo delle poste c’erano una decina di “nastrini rossi”, i docenti trasferiti al Nord a causa della legge sulla “Buona scuola”, che le hanno consegnato una lettera.\r\n\r\n”Nel testo – spiega Francesca Marsico, coordinatrice dei nastrini rossi -, spieghiamo che i posti di lavoro in Puglia per i docenti ci sono. Basterebbe evitare che si formino le cosiddette ‘classi pollaio'”. E nella lettera c’è un esempio calzante: “La situazione è ancora più drammatica se pensiamo alle classi con alunni disabili, che non dovrebbero superare la capienza di 20 persone, cosa che al Meridione non accade mai, non essendoci disponibilità di docenti.”


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