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In bici per difendere la Costituzione. È questa l’ultima iniziativa degli attivisti pugliesi del Movimento 5stelle, che questa mattina da parco Due Giugno sono partiti in una passeggiata ciclistica per tutta la regione.\r\n\r\nL’originale tour, che andrà avanti fino al 2 dicembre, servirà a spiegare ai cittadini quelli che per il movimento sono i punti critici della nuova riforma costituzionale. Gli attivisti incontreranno i pugliesi in 44 diverse città, coprendo tutto il territorio in 22 giorni. I dettagli del tour sono stati presentati questa mattina nel palazzo che ospita il Consiglio regionale dai deputati pentastellati Giuseppe Brescia e Diego De Lorenzis, dai consiglieri regionali Grazia Di Bari, Rosa Barone, Antonio Trevisi e Mario Conca e dal consigliere comunale di Capurso Mario Elia.\r\n\r\n”Questo tour – dichiarano portavoce e attivisti locali del Movimento 5 stelle – nasce dall’esigenza di spiegare a quanti più cittadini possibile le ragioni del No alla pericolosissima riforma costituzionale del 4 dicembre. Una riforma pensata per abbattere l’ultimo scudo della democrazia che si chiama Costituzione, l’unico ostacolo che oggi impedisce a Renzi di accentrare il potere nelle mani del governo centrale annullando quel poco che resta della democrazia nel nostro Paese”.\r\n\r\nTra i punti della riforma più criticati dai pentastellati c’è l’aumento delle firme necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare che da 50mila passerebbero a 150mila. “Inoltre si tratterebbe – spiegano – di una riforma che toglie ai cittadini il diritto di eleggere i propri senatori che invece verrebbero scelti dai partiti dando vita ad un Senato non eletto da nessuno. Senato che, tuttavia, avrebbe il potere di decidere insieme alla Camera, su materie fondamentali per un Paese come le leggi che determinano le funzioni fondamentali dei comuni e delle città metropolitane, quelle costituzionali, e quelle che riguardano la materia europea”. Una riforma che, a detta dei grillini, permetterebbe al governo di portare avanti opere come il gasdotto Tap o discariche senza chiedere prima l’autorizzazione alle amministrazioni regionali.


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