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Il miglior film di Paolo fino ad oggi, dove il regista toscano si avvicina forse definitivamente a Dino Risi, richiamandolo neanche tanto indirettamente con la Lancia Aurelia del “sorpasso” e le continue scorribande delle due ragazze, la Versilia, la villa, il mare, la famiglia di una delle due…\r\n\r\nBravissime la Bruni Tedeschi e la Ramazzotti, ché si arrampicano in cima fino a toccare i mostri sacri Gassman e Trintignant. Il “Sorpasso” -eh gia’- con “Sapore di sale” e il Mottarello una specie di Costituzione italiana, una culla da dove siamo venuti fuori noi. Ecco la formazione del “Sorpasso”come la grande Inter di quegli anni: Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero Maccari, Vittorio Gassman, jl Trintignant, Catherine Spaak, Claudio Gora, Luciana Angiolillo, Luigi Zerbinati, Linda Sini e Riz Ortolani (musica). Mamma mia. La Bruni Tedeschi pazzissima e sexyssima mi ricorda molte donne che conosco, assai meno sexy e un tantino piu pazze, pur senza stare in comunità. Virzi maneggia un tema delicatissimo con leggerezza, ricordando ad ognuno di noi che il lato pazzo è sempre quello migliore.\r\n\r\nIn fondo ci sono molte cose normali tipo: la birretta sul lungomare o il vagare senza meta in macchina o le comparse improvvisate al cinema…dai, chi di voi non le ha mai fatte? C’è una foto bellissima, sul finale, che riprende il lungomare di Viareggio deserto, con un’alba in arrivo e gli ombrelloni soli, ci sono tutti gli anni sessanta in quella foto. Mi immagino la famiglia viareggina del ragionier Micheli (da me inventato) che arriva al mare presto, la piccola borghesia italiana che sente il juke box, con la maglietta a righe e i figli da sfamare. La Bruni Tedeschi è strabordante ed è l’unica a cui il regista consente di non parlare con l’inflessione toscana (unico difetto del film). Come Virzi si avvicina a Risi, così la Bruni Tedeschi per quantità di erotismo mi ricorda la Sandrelli, quest’ultima di un sexy inarrivabile.\r\n\r\nMa anche Valeria non scherza, per esempio nella scena dello spogliarello ( accennato) in villa con l’ex marito brutto (Messini), con sottofondo musicale stratosferico della Vanoni. Ecco, più che “Senza fine” di Paoli, pur stupenda, merita “Senza di te” di Ornella, da ballare alla Bussola col maglioncino sulle spalle, ‘guancia a guancia’ con la fidanzata. Impazzisco per Ornella, è stata la gatta del secolo, la metto sopra tutti. La Vanoni va sentita in macchina andando al mare e prima di morire.


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