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È stato eseguito questa mattina dai carabinieri del Noe di Bari il sequestro preventivo di 8 treni regionali, per un totale di 30 carrozze, di proprietà di Trenitalia che era stato notificato ieri all’azienda e alla Regione Puglia in qualità di responsabile del servizio di trasporto. Il valore dei convogli sequestrati (svolgono il servizio tra Puglia, Molise e Basilicata) ammonta a 40 milioni di euro. Si tratta di 4 treni Minuetto e altri 4 Vivalto.\r\n\r\nLe accuse\r\n\r\nStando alle indagini dei carabinieri del Noe, coordinate dal pm della Procura di Bari Baldo Pisani, i treni “smaltivano illecitamente rifiuti speciali non pericolosi, quali reflui dei servizi igienici contenuti nei serbatoi, attraverso lo scarico sui binari della tratta ferroviaria gestita da Trenitalia che si attiva quanto la velocità del rotabile supera i 40 km orari”.\r\n\r\nCorse saltate\r\n\r\nTrenitalia, che già in una nota diffusa nella serata di ieri ha rimarcato il rispetto delle norme europee esprimendo fiducia nell’operato della magistratura, assicura di aver predisposto treni sostitutivi ma in Puglia sono 20 le corse cancellate e sostituite con i bus. Possibili disagi per i passeggeri, in particolare sulle tratte Taranto-Brindisi, Bari-Taranto e Lecce-Bari.\r\n\r\nIstanza di dissequestro\r\n\r\n”Trenitalia – si legge in una nota – nel confermare la piena fiducia nel lavoro della magistratura competente, comunica di aver già presentato nella serata di ieri l’istanza di dissequestro degli 8 treni – pari a 30 carrozze – fermati negli stabilimenti di Foggia e Taranto. Trenitalia – prosegue la nota – ribadisce che i propri treni sono conformi alle normative ferroviarie europee e che sta provvedendo a mettere in atto tutte le misure a che i pendolari pugliesi non abbiano nessun disagio in relazione al servizio”.\r\n\r\nRipercussioni in tutta Italia\r\n\r\nIl provvedimento della magistratura  barese può causare un effetto a catena nel trasporto ferroviario italiano. “Il problema ambientale – spiegano gli investigatori – data la diffusione nazionale di questo tipo di treni, è sicuramente di più ampia diffusione”. I carabinieri del Noe hanno diffuse anche alle oltre procure italiane il dossier che a Bari si è tramutato in sequestro.


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