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Il fronte per il No alla riforma costituzionale continua la sua battaglia nelle università. A circa una settimana dal voto,  esponenti del mondo accademico e politico, legato alla sinistra e al Movimento 5 stelle,  sono intervenuti nell’atrio “Cherubini” del Politecnico di Bari, durante una conferenza pubblica organizzata dalla Flc Cgil, insieme all’Associazione italiana dottori di ricerca (Adi) e all’Associazione Libertà e Giustizia (LeG).\r\n\r\n“Vogliamo discutere delle conseguenze che la riforma costituzionale avrà sul Mezzogiorno –ha dichiarato a Borderline24 Giuseppe Garofalo,  promotore dell’incontro e coordinatore della Flc Cgil al Politecnico- Oggi siamo riusciti ad intervenire qui, al Politecnico, indicendo un presidio sindacale, dopo aver ricevuto ben due dinieghi da parte dell’Università di Bari per svolgere incontri pubblici legati al referendum. Il secondo rifiuto ricevuto è incomprensibile – continua Garofalo – dato che avevamo in programma un’iniziativa che garantisse la par condicio e il contradditorio. Noi vogliamo un’università libera e democratica. E quindi colgo l’occasione per invitare il sindaco Antonio Decaro, sostenitore del Sì, ad un confronto pubblico con il sottoscritto qui al Politecnico”\r\n\r\nGli accademici intervenuti e il Manifesto per il No dal Mezzogiorno\r\n\r\nTra gli accademici intervenuti alla conferenza anche Gianfranco Viesti, professore di Economia applicata ed ex presidente della Fiera del Levante, e Onofrio Romano, professore associato di Sociologia generale all’Università di Bari. Entrambi firmatati, insieme ad un centinaio di esponenti del mondo universitario, di un Manifesto per il No alla riforma del Mezzogiorno apparso, qualche giorno fa, su alcuni quotidiani nazionali. “Il Sud Italia ha molto da perdere con la riforma – secondo Romano – come dimostra  il passaggio della competenza sull’energia e sanità dalle Regioni allo Stato centrale che, nel Meridione, avrà ampi poteri e i cittadini non potranno far nulla. Personalmente non sono contrario ad una modifica della Costituzione, ma questa è sicuramente fatta male”.\r\n\r\n“Il nostro è un appello tranquillo ma convinto –  rincara la dose Viesti – in questa riforma ci sono una serie di punti discutibili come, ad esempio, la non modifica dello status delle Regioni a statuto speciale che reputo un’ingiustizia dello Stato verso alcuni cittadini. Con la riforma si vogliano smantellare dei servizi fondamentali dei cittadini e noi a tutto questo ci opponiamo”.\r\n\r\nScarsa partecipazione degli studenti\r\n\r\nPochissimi gli studenti che hanno preso parte al dibattito. “Avrei preferito un evento istituzionale, organizzato dal Politecnico, che illustrasse le ragioni del Sì  e quelle del No. Invece che un evento monodirezionale, promosso da un sindacato”, ci dice Stefano, studente 23enne di Ingegneria. “Secondo me è importante che intervengano un sindacato e dei docenti sulla questione – controbatte Dario che studia Scienze politiche –  Ma agli universitari, che hanno la testa agli esami in questo periodo, non viene certo voglia di seguire la conferenza”.\r\n\r\nI politici intervenuti\r\n\r\nTra gli ospiti, legati al mondo della politica, anche il senatore pestastellato Lello Ciamporillo, Eleonora Fiorenza, europarlamentare de l’Altra Europa con Tsipras ed Enzo Lavarra, ex europarlamentare pugliese del Partito Democratico.


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