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Il 4 dicembre si vota per il referendum costituzionale. SI’? NO? Poco importa. L’essenziale è – innanzitutto – andare a votare e poi farlo nella piena consapevolezza che le conseguenze che deriveranno dal voto saranno molto importanti per il paese.\r\n\r\nQuesto non è sfuggito – se pur per ragioni diverse – anche ai personaggi del mondo dello spettacolo. Un po’ come accade negli Stati Uniti dove il filo tra politica e parodia – in campagna elettorale – è talmente sottile da sembrare inesistente. Tutto vale insomma. I selfie, gli annunci, i consigli (anche di chi non è propriamente adatto a darli). E quindi scopriamo che Roberto Benigni, Flavio Briatore, Oliviero Toscani e Paolo Sorrentino, sono tutti per il SI’. Lo dicono sulla loro pagina facebook con un selfie, magari in compagnia del premier Matteo Renzi. Scopriamo anche “i vip del NO”: Fiorella Mannoia, e Giorgia, insieme a Sabrina Ferilli, Alba Parietti e Andrea Camilleri. Tanto per citarne qualcuno.\r\n\r\nPerché il SI’ e perché il NO? Beh, questo non è dato saperlo se non con una rapida spiegazione spot. Si scopre quindi che se voti SI’, vuoi guardare avanti. Se invece voti NO, torni indietro di decenni.\r\n\r\nPoi ci sono i politici: il premier Matteo Renzi (che questo referendum se l’è cucito addosso) da una parte e che se dovesse vincere il NO se ne torna a casa (ma poi lo farà veramente?) e Silvio Berlusconi – che torna a ruggire ogni volta che “il gioco si fa duro”. Ma che – come sempre ripete – lo fa solo “per gli italiani”. Poi c’è Grillo: “Andremo dal presidente della Repubblica che deciderà se andare o no alle elezioni. Noi vogliamo le elezioni”, minaccia il leader del Movimento 5 stelle, durante la solita marcia su Roma, stavolta per il NO.\r\n\r\nSono più pacati i toni dalle nostre parti? Solo apparentemente. Nella regione dell’anti – Renzi, il presidente Michele Emiliano dopo una dichiarazione iniziale: “Sono per il no ma non farò campagna elettorale”, a pochi giorni dal referendum compare su un manifesto “Così, no”, poi diffuso sulla sua pagina facebook. Tra manifesti e affermazioni al vetriolo convive il super renziano, Antonio Decaro – sindaco del capoluogo – che (passato il tempo delle trivelle e dell’astensione) è favorevole al sì ma solo (come ripete il Premier) perché preoccupato”per il futuro delle sue figlie”.\r\n\r\nLa sensazione resta una: questo referendum sembra uno strumento politico “a favore” o “contro” il Governo. Eppure è la prima volta che si tenta di mettere mano alla Costituzione. Ecco perché il vero nodo è votare con coscienza. Sapere se vogliamo realmente cancellare il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), se vogliamo la riduzione del numero dei senatori, se vogliamo o no che il Parlamento sia ancora caratterizzato da un bicameralismo paritario; se vogliamo che il il testo del Titolo V resti quello approvato con la riforma del 2001; se i senatori debbano essere eletti e non nominati, non basta. Questi quesiti vanno sviscerati e compresi sino in fondo.\r\n\r\nLa cosa più importante resta quindi andare a votare perché non c’è alcun quorum da raggiungere. La riforma Renzi-Boschi entrerà in vigore se i SI’ saranno maggioranza, sarà bocciata se i NO supereranno il 50 per cento. E basta. Il numero dei votanti non conta: anche se alle urne saranno andati in pochi – neanche la metà degli aventi diritto o ancora meno – il referendum costituzionale è comunque valido. Non funziona, insomma, come per i referendum abrogativi (l’ultimo, per fare un esempio, quello sulle trivellazioni in mare per gas e petrolio). Ecco perché resta fondamentale andare a votare e farlo con coscienza. Non contro o a favore del governo Renzi, ma solo e soltanto per la nostra Costituzione perché all’indomani del voto quando – come sempre accade in Italia – avranno vinto tutti, saremo noi a dover rispondere delle scelte fatte.


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