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Tra concorrenza dei cinesi, mancata attenzione da parte del Comune e una crisi generalizzata, i commercianti sono in affanno. Nella seconda parte delle interviste di Borderline24 ecco cosa ci hanno raccontato.

“Soffriamo la concorrenza dei nuovi empori cinesi” dice Giuseppe Ficocelli, titolare della cartoleria Santacroce. “In molti casi vendono anche prodotti made in Italy a prezzi davvero bassi, con profitti minimi. Sembra davvero difficile capire come fanno a sopravvivere pur pagando affitti e tasse varie. Ma ai consumatori interessano poco le dinamiche interne al mercato. Purtroppo quello che conta è solo il prezzo più basso”.

“Ci aspettiamo un supporto maggiore dal Comune” aggiunge Michele Introna, titolare di Woma. “Aiutare con iniziative concrete i commercianti è come supportare l’intera comunità per rimettere in moto tutto il sistema del consumo cittadino. Sarebbero sufficienti piccoli segnali, qualche iniziativa. Alle consuete difficoltà, che proseguono ormai da anni, si sono aggiunti i lavori di restyling di via Sparano che riducono gli accessi e di conseguenza i profitti”.

“Il centro città – dice Carlo Saponaro, titolare di Bonsai Uomo – segue l’andamento nazionale sulla crisi dei consumi della piccola distribuzione. Non stiamo vivendo una vera ripresa economica, più che altro siamo in un periodo di calma piatta. Dopo la fase dei saldi non è ancora possibile capire se ci sarà una ripresa effettiva degli acquisti. Contiamo sull’incremento dei turisti anche se ci troviamo a fare i conti con le recinzioni per le opere di rifacimento di via Sparano”.

(Seconda parte)


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