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Spezia e Carpi? Possono aspettare. Perché, prima di invertire il trend esterno, il Bari deve tornare a vincere in casa (domani alle 20.30 con il Latina) e migliorare la propria classifica “perché non basta un grande pubblico e dei nomi importanti per conquistare i play-off”. Guarda all’immediato l’allenatore biancorosso Stefano Colantuono, in attesa di individuare le cause del mal d’auto di Bari e confidando che avvenga presto (mancano cinque trasferte alla fine del campionato, play-off esclusi). Non si fida del pericolante Latina e, contemporaneamente, avverte la comprensibile delusione dei tifosi che a Vercelli, mentre la squadra rientrava negli spogliatoi, hanno chiesto a muso duro di onorare la maglia.

LA “CRISETTA” – Un gol in cinque partite, nessuno negli ultimi 299 minuti. Un punto nelle ultime tre uscite. Dal possibile quarto posto, il Bari si trova a difendere l’ottavo. “Possiamo definirla una crisetta, una piccola crisi, indubbiamente il periodo più critico da quando sono arrivato. Ma non abbiamo mai sbagliato quattro o cinque partite di fila. A Vercelli è stata una brutta partita, ma sullo stesso campo Verona e Spal hanno fatto appena meglio” ha detto Colantuono. Il rimedio? Battere il Latina: “Migliorare è nelle nostre possibilità. Quando sono arrivato la squadra era a tre punti dai play-out, figuriamoci se mi fascio la testa ora”.

PLAYOFF, FRA IL DIRE E IL FARE… – Colantuono ha negato di aver mai pensato a un’avventura facile: “Nel calcio non c’è nulla di semplice o di scontato. I play-off non li fai perché ti chiami Bari o perché porti 20-22 mila persone. Ci vuole programmazione, bravura e fortuna. Noi abbiamo lavorato, messo a posto la classifica, siamo rientrati nelle posizioni che competono al Bari. Ora ci aspettano nove battaglie, fra cui quelle con Spezia e Carpi che vogliono rientrare in zona play-off”.

MENTAL COACH: NO, GRAZIE – Il Bari affronterà Spezia e Carpi, nell’ordine, sabato 8 e lunedì 17 aprile. Adesso, insomma. Per questo “dobbiamo venirne fuori per forza e in fretta. Ci vuole un episodio – ha proseguito il 54enne tecnico romano – una prestazione maiuscola che ci aiuti a cambiare marcia. Credevo che la partita di Benevento potesse darci delle certezze, per il risultato e l’atteggiamento, ma siamo tornati nello stesso limbo”. Colantuono esclude però il ricorso a un mental coach: “Trapani, Entella e Vercelli sono state tre partite di diverso tipo, anche se contrassegnate dalla stessa costante: l’esito”.

L’INFORTUNIO DI BRIENZA – Colantuono esclude rivoluzioni tattiche dopo l’infortunio di Brienza: “Non vorrei cambiare molto, anche se Franco ha caratteristiche non riscontrabili in maniera netta in altri componenti della rosa. Dovrò adattare qualcuno o, all’occorrenza, cambiare modulo. Ma al di là dei numeri, noi dobbiamo lavorare sodo per trovare la strada della vittoria”. Con il Latina mancherà anche Moras, squalificato. Potrebbe invece rientrare Suagher.

LA SQUALIFICA: “INGIUSTA” – Domani Colantuono dirigerà il Bari dalla tribuna, dopo l’allontanamento dalla panchina nel corso di Pro Vercelli-Bari: “Mi spiace per la squalifica perché non ho offeso nessuno, tant’è che il quarto uomo non sapeva se allontanare me o Sogliano”.

CORI CONTRO E PACCHE SULLE SPALLE – Colantuono sa che il Bari ha una tifoseria molto esigente, che da anni brama il ritorno in serie A. “Ma questa rincorsa spasmodica non deve diventare una chimera. I grandi nomi non garantiscono nulla: non mi sembra che Mourinho sia primo in Premier League. E’ normale, tuttavia, che il pubblico sia spazientito, perché in trasferta  non siamo stati all’altezza di quanto fatto vedere in casa”. L’allenatore del Bari, però, ha una richiesta per i tifosi: “Devono starci vicino, stiamo ancora lottando per conquistare qualcosa di importante. Facciamo mea culpa, ma il campionato è totalmente aperto. I ragazzi hanno bisogno più di una pacca sulla spalla che di un coro contro.


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