Tre trasferte senza gol né punti, il giocatore di maggior talento infortunato, il centravanti preso a gennaio fuori per affaticamento muscolare. E la necessità di sbloccarsi psicologicamente, per non correre il rischio di uscire dalla zona playoff. Eppure Stefano Colantuono, allenatore del Bari, prova a scacciare i brutti pensieri e la negatività alla vigilia della sfida esterna con lo Spezia (sabato 8 aprile ore 15), che ne precede una altrettanto importante a Carpi (a Pasquetta). “Mi piace pensare che vincendo queste due partite si potrebbe attaccare il quarto posto. E’ vero, se le perdiamo siamo fuori dalle prime otto. Però magari battendo poi il Verona rientreremmo e così via fino al 19 maggio. Occorre affrontare quest’ultima parte di campionato con calma e nervi saldi, senza negatività”, le parole del tecnico romano.

Ai cinefili ricorderà il “Però, sai come sono fatto? Non mi lamento” in una scena del film Il Grande Lebowski. Agli amanti dei proverbi, il classico bicchiere mezzo pieno. Il Bari proverà a riempirlo del tutto per brindare fra Cinque Terre e Via Emilia: “Ci accingiamo a giocare due partite in trasferta con squadre che sono lì con noi in classifica. Dobbiamo fare bene, punto e basta”. Tra il dire e il fare, domani, c’è di mezzo lo Spezia: “Vanta una rosa fra le migliori del campionato e talenti come Fabbrini e Giannetti. Omogenea, ben distribuita, dotata di qualità e fisicità, rafforzata dal mercato di riparazione”.

Anche il giardino del Bari, però, ha una rosa di qualità. Il problema è che, spesso, i suoi petali sono un po’ giù di tono. Come nell’ultimo mese, come martedì scorso nella pur vittoriosa partita col Latina. Colantuono ammette che non si è visto certo il miglior Bari ma sottolinea l’importanza di essere riusciti “a vincerla ugualmente, malgrado emergenze e contrattempi: avevamo perso il giocatore più importante della squadra e Floro Flores a mezzo servizio. Inoltre, l’ambiente non era sereno ma è normale che chi paga il biglietto può comportarsi come crede”.

L’allenatore del Bari, che ha esordito in biancorosso proprio con lo Spezia, all’andata, difende il percorso fatto sinora: “Nonostante infortuni e squalifiche, abbiamo ottenuto 34 punti in un girone, sono tanti per per quanto abbiamo vissuto e per la storia del Bari in questa stagione: è partita con grave ritardo rispetto alle altre, ha cambiato società, ha rischiato un fallimento, si è dovuta riattrezzare. E dei giocatori presi a gennaio ne abbiamo impiegati con continuità tre o quattro: Floro Flores, spesso a mezzo servizio, Macek, Salzano e Galano”.

All’andata finì 1-1 per l’incredibile autogol di Matteo Fedele. A La Spezia il Bari vuole far meglio. “Ma dobbiamo superare il blocco psicologico fuori casa, fare le scelte giuste nei momenti decisivi della gara, leggere bene le situazioni. A Vercelli ci abbiamo messo del nostro, commettendo degli errori sul gol loro, decisivo per il risultato. Fuori casa, alla minima sciocchezza veniamo puniti, in casa con il Latina siamo stati più fortunati in tal senso”.

Con lo Spezia toccherà quasi certamente a uno fra Maniero e Raicevic, entrambi alla ricerca della condizione migliore: “Maniero convive con acciacchi e problemi dall’inizio dell’anno. Raicevic nella prima parte di campionato ha giocato molto poco. Non sono al top della condizione, ma che devono cercare di trovarla perché in questo momento ne abbiamo bisogno”

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