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Villaggio ci ha fatto ridere.

Ha regalato momenti comici indimenticabili e battute che oramai fanno parte della nostra vita, come” la nuvola di fantozzi”o “figghiu, caddu caddu” o “la corazzata kotemkin è una cagata pazzesca”. A scuola per anni abbiamo ripetuto a memoria le battute dei vari Fantozzi o di Fracchia (Frecchia, come diceva Banfi) e c’era un amico, Pierpaolo, che le sapeva proprio tutte.
Villaggio è stato sopratutto autore, scrittore insomma sceneggiatore, inventore di un genere cinematografico e di irripetibili sketches.
Come Troisi, come Eduardo, autore piu’ che attore.
Come spesso capita nel cinema però, il successo di pubblico e botteghino è arrivato come attore, direi con Fantozzi.
Ma non dimenticherei pezzi scritti da lui tipo “Il sempliciotto” con Agus, ve lo ricordate?
O la scena del Prof nazista che gli impone di non mangiare le polpette e mentre il prof si distrae lui inzia a ingozzarsi, sketch irripetibile (Fantozzi contro tutti).
Fantozzi ha accompagnato le debolezze degli impiegati di molte generazioni, con i suoi pantaloni ascellari, la frittatona di cipolle e la moglie bruttissima.
“Sveglia e caffè/ barba e bidet”, per raccontare le tristissime sveglie mattutine del “ragioniere”, suddito di tutti e perdente sempre, anche con la corriera affollatissima della mattina o con l’amore della sua vita, l’oscena sig.rina Silvani, ai suoi occhi una fotomodella.
Fate bene a ricordare tutti la corazzata kotemkin e la scena del cineforum imposto durante la partita dell’italia, con Gigi Reder sgamato con la radiolina in bocca durante i controlli all’ingresso tipo Gestapo.
E i nomi da lui inventati, il Prof Guidobaldo Maria Riccardelli e la contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare.
Fantozzi e Filini (Reder gigantesco) li ricorderemo come Toto’ e Peppino, perfetti insieme.
Ma Fantozzi è stato ripetitivo e Villaggio ha dato prove attoriali migliori.
Con Banfi ha lavorato troppo poco perché erano entrambi primattori, ma quando è successo hanno fatto epoca.
Scusate, ma “Fracchia la belva umana” è il più bel film comico degli ultimi 40 anni.
Lì Villaggio è meraviglioso nella parte della belva e Banfi è il commissario Auricchio, stratosferico.
Rivedetevi anche l’ultima parte di “Pappa e Ciccia” sempre con Banfi, dove Villaggio si traveste da infermiera nazista innamorata “di piccolo italiano con spaghetti e mandolino” e Banfi, manovale scambiato per il suo padrone, ne deve subire le torture.
L’ha voluto Fellini nel suo ultimo film poco riuscito,” la voce della luna”, Villaggio è stato figlio e fratello di quella Genova che ha partorito genii (anche geni!) assoluti come De Andre’ Lauzi Tenco, Paoli, Bindi, Sanguineti, cantanti, autori, poeti,artisti come non ne nasceranno più.
A una cena Cristian De Sica raccontava che Villaggio nella vita privata era un pazzo scatenato e che la gente, anche quella dello spettacolo, avrebbe pagato per passare una serata con lui.
Era tutto una pancia, ti veniva voglia di abbracciarlo coi suoi camicioni da notte e le sue tuniche, lo incontravi in giro per Roma, sembrava un vecchio filosofo greco.
Era di un intelligenza “mostruosa”, come avrebbe detto lui stesso inventando anche un linguaggio.
Memorabile e nevrotico il suo rapporto col cibo che raccontava in sue meravigliose interviste.

Che fa Ragioniere??? venghi qui, non se ne vada.


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