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La Tari, la tassa sui rifiuti, a Bari è aumentata del 4,6% rispetto al 2016 e del 17,5% se si prende in considerazione l’ultimo quadriennio. E’ quanto emerge da un rapporto della Uil, mediamente i baresi – calcolando un appartamento di 80 metri quadri e quattro componenti – pagano 361,68 euro all’anno.

“L’andamento in salita della Tari in tanti centri della nostra regione – commenta il segretario regionale della Uil Puglia, Aldo Pugliese – è l’ulteriore conferma che la gestione dei rifiuti, in Puglia, è ancora all’anno zero o quasi. Manca un piano regionale di gestione in grado di chiudere il ciclo in maniera sostenibile, con il ricorso alle discariche che rappresenta, da queste parti, la norma anziché l’eccezione, con un considerevole e logico aumento dei costi che poi si ribaltano sulle già prosciugate tasche dei cittadini”.

Al netto di Taranto, che non ha comunicato ancora i dati, tutti i capoluoghi di provincia si presentano con il segno più. “Si pensi a Brindisi – prosegue Pugliese – che oltre al danno di non trovare pace per l’individuazione di un’azienda che si incarichi del servizio e con un’invasione dei rifiuti in strada che dura da mesi, si ritrova con la beffa di essere il centro abitato con la tariffa più alta della regione (387,60 euro di media e un aumento 40,4% negli ultimi quattro anni)”.

Anche Foggia, non è da meno, anche se con numeri meno impattanti: +7,1% rispetto all’anno scorso e +12,3% nel quadriennio (344,03 euro di media a nucleo familiare). Infine, Lecce, che quantomeno non registra aumenti rispetto allo scorso anno, ma che comunque, dal 2014, fa notare un lieve aumento dello 0,6% (269,49 euro di media). “Tranne il capoluogo salentino, quindi, tutte le principali città pugliesi – evidenzia – sono oltre la media nazionale sia come tariffa (294,97 euro a nucleo), che come aumento percentuale rispetto al quadriennio precedente (1,1%)”.


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