I conti sono in ordine, il piano di riordino ospedaliero pugliese è ok ma resta ancora il nodo delle assunzioni. Ieri, a Roma, il direttore del dipartimento regionale delle Politiche della salute, Giancarlo Ruscitti, ha avuto un nuovo confronto con i dirigenti del Mef e del ministero della Salute sullo stato di attuazione del piano di riordino e i conti della sanità pugliese.

In linea generale, l’azione del governo Emiliano ha ricevuto buoni “voti”, il bilancio 2016 è stato certificato e questo significa che arriveranno i soldi della premialità e non ci sarà commissariamento. Ma resta aperta la partita sulle assunzioni, sulle quali il Mef ha chiesto ancora una volta di procedere con “prudenza”, in attesa di capire quali saranno esattamente i risparmi. Servirebbero 5mila nuovi dipendenti, ma per ora il ministero ha chiesto di procedere solamente con un migliaio di contratti. Questo significa che, per il momento, la Regione potrà dare il via alle assunzioni limitatamente al turn-over (i pensionamenti) e alla quota per i precari. Si tratta, come detto, di circa 1.000 assunzioni a fronte delle 5mila previste dal piano, dunque di una spesa di circa 40 milioni contro i 198 richiesti. Le altre assunzioni verranno autorizzate man mano che matureranno i risparmi.

“L’incontro è andato molto bene – commenta Ruscitti – sia il ministero delle Finanze che quello della Salute hanno concordato sulla positività del crono programma che stiamo assolutamente rispettando. Hanno certificato che chiuderemo il bilancio 2016 con un più 4milioni e 170mila euro”. Promossi anche i provvedimenti adottati dal governo regionale per ridurre la spesa farmaceutica: “L’Aifa – prosegue Ruscitti – ha certificato che tutte le nostre misure adottate in questi mesi sono corrette”. Mentre sui livelli essenziali di assistenza (Lea) sono state recuperate gran parte delle inefficienze del 2015 e “nel 2016 – sottolinea Ruscitti – siamo ampiamente al di sopra dei livelli essenziali di assistenza”. Sui piani assunzionali, il direttore ammette:  “Continua il confronto”. Infine, i ministeri hanno chiesto di intervenire anche sulla sanità privata accreditata, gli ospedali privati dovranno fornire prestazioni di alta complessità.

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