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Bari batte Bari 3-2. Gli errori dei singoli – l’autogol di Cassani e due interventi goffi di Micai – condannano i biancorossi contro il Frosinone, nella sfida giocata al Partenio di Avellino. A lungo all’altezza di una delle squadre più forti e rodate della serie B, il Bari ha rimediato il terzo ko consecutivo, confermando la sua abilità a distruggere in difesa ciò che costruisce in attacco. Peccato, soprattutto in virtù di quanto espresso nel primo tempo, per la capacità di reagire a un episodio negativo (l’autorete acrobatica di Cassani al 5′) e di ribaltare il risultato, grazie a una verticalizzazione da manuale Cassani-Floro Flores-Improta (sul gol dell’1-1) e un contropiede micidiale, perfezionato dal tiro dal dischetto di Improta (per l’1-2). L’immediato pareggio di Daniel Ciofani, che ha punito un erroraccio di Micai su un tiro centrale, ha fatto traballare il Bari, che ha rischiato pure un rigore contro per un’uscita scomposta del portiere su Sammarco. Ma lì i biancorossi hanno dato un ulteriore dimostrazione di tecnica e carattere, sfiorando il gol con Brienza, Floro Flores e Busellato, frenati dalle grandi parate di Bardi, che ha riscattato così il fallo da rigore commesso in precedenza su Tello.

Intanto si erano distinti Gyomber (impeccabile sulle palle altre e autore di pochissime sbavature anche in seguito), il cagnaccio Busellato e il generoso Floro Flores, al di là dell’assist per l’1-1.

La ripresa ha regalato due squadre più accorte, dopo il festival delle maglie larghe dei primi 45′, e per un buon quarto d’ora il taccuino si è popolato solo di cartellini. A decidere l’incontro è stato un episodio, al 26′ della ripresa: Ciano ha trovato un tiro da fuori sporcato da un difensore, Micai ha respinto corto e centrale, Gyomber si è opposto a Ciofani ma Sammarco, a porta praticamente vuota, ha trovato il gol-partita. Grosso ha provato ad alzare il baricentro della squadra con l’ingresso di Nenè e Cissè, ma l’unico brivido per il Frosinone è stato un tiro di quest’ultimo alzato in angolo da Bardi. E sull’altro fronte Micai ha negato a Cutro la gioia del poker. Sarebbe stato eccessivo anche se comprensibile, per una squadra sbilanciata in attacco.

Cosa lascia in eredità la terza sconfitta consecutiva, la seconda di fila per 3-2 in trasferta? In primis, ricorda che il Bari è ancora un cantiere: oggi Grosso ha cambiato 5/11 dei titolari rispetto al ko col Venezia. Poi, che come in ogni cantiere la sicurezza è fondamentale: una difesa che prende gol con facilità imbarazzante non regala sonni tranquilli a nessuno. E’ vero, la sfortuna ci ha messo del suo, ma il Bari se l’è un po’ cercata. Sarà importante evitare i processi anticipati, sia al tecnico che si è già assunto la responsabilità dei risultati, sia ai giocatori che hanno sbagliato (c’è già chi mette in discussione Micai, dimenticando la continuità di rendimento del portiere). Ma sarà fondamentale anche tornare a vincere, per ritrovare almeno parte di quell’entusiasmo che aveva pervaso la città dopo il 3-0 al Cesena. Martedì sera c’è Bari-Cremonese.


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