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“La voce dei residenti non viene ancora ascoltata, ma noi andiamo avanti”. A parlare è Dejan Stanicic, uno dei condomini del complesso di via Massaua 1, a Bari che, a distanza di alcune settimane dall’avvio degli interventi di cosiddetta urbanistica tattica che hanno interessato il quartiere Marconi-San Cataldo, sottolinea a gran voce il disagio vissuto quotidianamente dai cittadini della zona e dovuto, in principal modo, allo stravolgimento della viabilità.

Traffico congestionato, aumento dei tempi di percorrenza delle distanze e mancanza di sicurezza sulle strade sono i principali nodi intorno a cui ruota la questione, che ancora una volta viene posta all’attenzione dell’amministrazione comunale per il tramite di una petizione firmata dagli stessi residenti e consegnata all’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso.

“Con lo stravolgimento dei sensi di marcia sul lungomare Starita, noi residenti siamo costretti a lunghissime deviazioni per raggiungere il centro città o, al contrario, per destinarci fuori dalla città – racconta ancora Stanicic – per uscire dal quartiere giriamo per lunghi tratti, bloccati in un traffico che rallenta ogni spostamento”. Un problema, quest’ultimo, che sembrerebbe interessare in modo ancor più pesante le strette vie interne del rione, che vengono imboccate dalle auto che, come alternativa all’impossibilità di percorrere come prima il lungomare, si riversano all’interno. Una complicazione per più di 2 mila residenti, come da loro stessi testimoniato, a cui si aggiunge una generale sensazione di insicurezza per le condizioni in cui sono costretti a passeggiare i pedoni, su una penisola che per alcuni lunghi tratti non dispone di adeguati marciapiedi.

“Nonostante i nostri appelli, i lavori stanno proseguendo e questo ci allarma”, spiega il residente, che racconta di abitare in un complesso in cui, su 49 appartamenti, ben 31 famiglie hanno firmato la petizione per chiedere il ripristino della viabilità alla condizione precedente. “Si parla di questo rione come di un quartiere turistico – prosegue la testimonianza – ma come possiamo pensare al futuro porto turistico, che secondo i progetti dovrebbe ospitare addirittura grandi yacht, in una condizione di viabilità su strada di questo tipo? Come possiamo ritenerci accoglienti verso il turista in una tale condizione di caos e di insicurezza?”.

Per questa ragione, i residenti del quartiere stanno portando avanti questa battaglia, per voce di una seconda petizione popolare, per il ripristino dello stato dei luoghi e, in particolare, come si legge, “relativamente ai sensi unici invertiti all’interno del reticolo interno di strade che sono diventate di elevato transito a causa dei provvedimenti che hanno interessato il lungomare con l’inversione e/o riduzione dei sensi di marcia, creazione di nuovi parcheggi a centro strada, riduzione della carreggiata stradale e piste ciclabili pericolose, chiuse e quindi completamente inaccessibili dall’esterno del tratto di lungomare interessato. In particolare – concludono i residenti – il nuovo traffico caotico e disordinato generato, specie di sera all’interno del rione e nelle zone adiacenti le pizzerie ed i locali di ristorazione, rischia di rallentare o ostacolare il regolare intervento dei mezzi di soccorso (ambulanze, automezzi dei vigili del fuoco) o delle stesse forze dell’ordine impossibilitate ad intervenire sollecitamente a tutela dell’incolumità pubblica”.

I residenti chiedono, inoltre, che le piste ciclabili del lungomare siano realizzate una per senso di marcia su ambo i lati e siano perfettamente connesse e accessibili dall’esterno.


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