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Quali sono le conseguenze demografiche della pandemia Covid? Lo studio Istat, di Gian Carlo Blangiardo, analizza gli effetti diretti e indiretti sulle natalità tra il 2019 e il 2020 nelle grandi città italiane. Nell’ultimo anno si registrano 400 mila nati, una soglia così bassa mai raggiunta in oltre 150 anni. Con ogni probabilità dovuta ai timori economici e sanitari che fermano la spinta a creare una famiglia così come accadde al tempo della grande paura per la nube tossica di Chernobyl (tra febbraio 1987 e maggio 1986).

La variazione dei nati nel 2020 rispetto al 2019 interessa anche la città di Bari che a livello nazionale ottiene il dato peggiore: la caduta dei concepimenti si attesta a quasi -16%, seguita da Taranto al secondo posto (-12%) e Modena (-10%). Il divario del capoluogo pugliese con altre metropoli è notevole, Milano si attesta al -4% mentre Napoli è al -6% (grafico in basso).

Sul territorio nazionale la frequenza di nascite nel corso del 2020 è diminuita mediamente del 5,21%. Un valore che è tuttavia la risultante di dinamiche ben distinte in corso d’anno: si ha infatti un calo medio del 3,25% nel complesso dei primi dieci mesi, che poi sale all’8,21% in corrispondenza del mese di novembre e raggiunge il 21,63% in quello di dicembre.


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