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Tra marzo e giugno 2020, quelli della piena pandemia Covid, la Puglia ha ridotto del 41,1% i ricoveri urgenti rispetto allo stesso periodo del 2019; mentre i ricoveri ordinari programmati sono calati del 59.87%; quelli in Day hospital addirittura del 74.02%; infine, i ricoveri chirurgici programmati sono diminuiti 59.69%.

Complessivamente, invece, tra gennaio e giugno 2020, in Puglia ci sono stati 85.693 ricoveri in meno rispetto ai primi sei mesi del 2020. Mentre, in tutto il 2020 rispetto all’anno prima, le prestazioni di specialistica sono diminuite del 28,1%; le visite di controllo del 22,5%. E’ l’eredità – parziale perché riguarda solo il 2020 – che l’emergenza sanitaria prodotta dal coronavirus lascerà quando tutto sarà finito. Quando il Covid sarà solamente un brutto ricordo, i pugliesi, come il resto degli italiani, dovranno fare i conti con le altre conseguenze provocate dall’epidemia: il blocco delle attività sanitarie – interventi, screening, esami – peserà sulla salute dei cittadini. A calcolare quante prestazioni sono saltate solamente durante la prima ondata Covid è l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in collaborazione con l’istituto Sant’Anna ed elaborando i dati del ministero della Salute e della Protezione civile nazionale.

Analizzando il settore oncologico, la situazione appare altrettanto complicata, nonostante quest’ambito non sia stato oggetto di restrizioni, almeno sulla carta. Sempre tra marzo e giugno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli interventi chirurgici per tumore alla mammella (classe priorità A) sono calati del 30,57%; quelli alla prostata del 5,76%; al colon del 37,46%; al retto del 39,53%; ai polmoni del 46,72%; all’utero del 27,33%; le operazioni di rimozione del melanoma si sono ridotte del 57,78%. Migliaia anche gli screening “persi”: nel periodo gennaio-settembre 2020, in Puglia gli esami per la diagnosi precoce di tumori alla cervicale sono calati del 35,77% rispetto allo stesso periodo del 2019; lo screening mammografico ha visto un taglio del 35,23%. Numeri importanti. Nell’ambito “cardiocircolatorio”, da marzo a giugno 2020, i ricoveri per intervento di angioplastica, rispetto al 2019, sono diminuiti del 44,71%, questo vuol dire che non è stato possibile prevenire alcuni infarti. Così come le operazioni per ictus ischemico sono calate del 35,14%; quelle per by-pass aortocoronarico del 50,72%. Prestazioni sanitarie che difficilmente si potranno recuperare, la ripresa si presenta complicata e i danni provocati dalla mancata “sorveglianza” sanitaria si potranno intravedere solo tra qualche anno.

Sono quasi 19mila solo gli screening mammografici e 21.680 screening della cervicale che sono andati persi durante il primo lockdown in Puglia, oltre 40mila esami di prevenzione non effettuati nei primi cinque mesi del 2020 rispetto all’anno precedente. Ma il coronavirus, anche nel 2021, sta avendo ripercussioni drammatiche sulla capacità del sistema sanitario di assistere e tutelare la salute dei pugliesi, i numeri sono eloquenti. Secondo un altro rapporto, quello dell’Osservatorio nazionale screening, 18.906 esami mammografici in meno equivalgono a oltre 60 tumori non diagnosticati; mentre per quanto riguarda lo screening cervicale, si stimano circa 9 malattie non scoperte.


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