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Bambino di tre anni travolto e investito da un ragazzino in monopattino. E’ accaduto a Poggiofranco, precisamente nella zona della piazzetta di via Caccuri. A raccontare l’episodio, con un post pubblicato sulla bacheca del sindaco, la mamma del piccolo.

“Ero lì con i miei figli tra cui Giuseppe di appena 3 anni – scrive la donna – passeggiava accanto a me quando è stato travolto ed investito da un ragazzino che scorrazzava a tutta velocità, per poi scappare. Mio figlio è letteralmente volato davanti ai miei occhi. Può ben immaginare lo spavento, mio e del bambino che inizialmente è scoppiato in lacrime” – ha sottolineato.

Nessuna conseguenza grave per il piccolo. Episodi di questo genere però sono ormai all’ordine del giorno nel Barese. Da Poggiofranco, sino al Libertà, ma anche nelle zone del lungomare, tra cui San Girolamo, Torre Quetta, Santo Spirito e Palese, ormai è pieno di ragazzini che sfrecciano a tutte le ore con il monopattino, incuranti, “forse perché inconsapevoli”, sottolineano alcuni, delle norme dettate dal codice della strada.

Dalle velocità “elevate” al senso di percorrenza “perennemente contro marcia”, ma non solo, anche “strada tagliata”, “sorpassi a destra”, assenza di attenzione nei confronti dei pedoni, di dispositivi di sicurezza come caschi e, infine, monopattini (costruiti per ospitare al massimo due persone) che ne ospitano spesso anche più di tre, spesso minorenni. Sono solo alcune delle problematiche denunciate dai cittadini. Questi ultimi segnalano inoltre che il transito pedonale diventa maggiormente pericoloso nelle ore di punta, soprattutto di sera.

La conferma arriva anche da moltissimi altri cittadini che segnalano costantemente disagi in diverse zone della città. In tanti, hanno inoltre commentato il post su Facebook raccontando di come, da quando è attivo il servizio di sharing dei monopattini elettrici, in assenza di una regolamentazione specifica, passeggiare sia diventato “un incubo”. Alcuni evitano addirittura di uscire nelle ore serali.  Quello che chiedono al sindaco i residenti delle diverse zone sono, tra le altre cose, controlli mirati, presidi in piazze o zone pedonali, ma non solo.

“Servirebbero ordinanze restrittive – racconta ancora la mamma – tutto è bene quel che finisce bene, ma sarebbe potuta andare molto peggio. Bisogna limitare il fenomeno ormai all’ordine del giorno. I monopattini, così come le bici elettriche sono mezzi di locomozione, non giocattoli da affidare ai bambini” – conclude. A fare eco alle parole della mamma ci sono quelle di altri.

“I monopattini avrebbero dovuto essere un incentivo a lasciare l’auto e muoversi senza inquinare – commenta un cittadino – ma come sempre una buona idea è diventata un problema! Allora perché non consentirne l’uso solo a chi ha più di diciotto anni? Non è un giocattolo per ragazzini” – conclude.

La situazione sta sfuggendo di mano – concludono altri cittadini –  oltre a limitarne l’utilizzo da una fascia di età in poi, facciamo rispettare la regola che bici elettriche e monopattini viaggiano su zone adibite e torniamo ad insegnare il codice della strada. Abbiamo tutti timore a camminare, servono provvedimenti urgenti. Bisogna regolamentare l’uso di questi giocattoli, solo così si possono chiamare oramai” – concludono.

(foto repertorio)


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