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Dall’antica Roma ad oggi le fontane sono un simbolo di prosperità urbana. A Bari la prima fontana monumentale fu attivata dall’Acquedotto Pugliese nel 1915 in piazza Umberto, e dopo più di cento anni sono diventate sempre più numerose dal lungomare ai quartieri periferici.

Resta però l’annosa lacuna della manutenzione. Il Comune ha sottoscritto da aprile 2018 un accordo quadro – ancora attivo – per curare oltre 170 fontane tra cui le tradizionali “cape di firr” (sono 114).

Nel capoluogo pugliese sono 26 quelle considerate dal valore storico-artistico. Cinque invece le fontane tutelate dalla Soprintendenza, da corso Cavour a poca distanza dal teatro Petruzzelli alla stazione centrale: le uniche di fatto a funzionare regolarmente.

I cittadini continuano a segnalare l’inefficacia del sistema di monitoraggio. Ecco alcuni in diversi quartieri, a partire da San Girolamo dove nella piccola rotatoria gli zampilli d’acqua sono spenti o inefficienti. “A che servono i Municipi se non riescono a risolvere problemi così semplici?”, uno dei commenti sui social.

Stessa situazione anche al San Paolo, in piazza Europa immersa nel degrado. Si aggiungono anche la fontana del giardino Bucci e in piazza Disfida di Barletta (inaugurata appena un anno fa) nel cuore del Libertà.

In abbandono anche le fontane in corso Cavour (ideata dalla Banca Popolare di Bari), in viale della Repubblica, largo Fabrizio de Andrè, piazza Madonnella (foto in basso).


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