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Oro rosso di Puglia, la beffa delle ciliegie: qualità eccellente, ma i prezzi non coprono i costi

Campagna cerasicola 2026 nel vivo, ma le quotazioni a maggio crollano fino al 48% rispetto allo scorso anno

Pubblicato da: redazione | Mer, 3 Giugno 2026 - 14:04
foto freepik
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È nel vivo in Puglia la campagna cerasicola 2026, con le raccolte già avviate per le varietà precoci e con l’ingresso progressivo sul mercato della Ferrovia, cultivar simbolo della cerasicoltura regionale. Dai campi della regione arrivano indicazioni nel complesso positive sul piano qualitativo: il prodotto si presenta buono, con standard soddisfacenti di pezzatura e tenuta commerciale, confermando ancora una volta il valore produttivo di un comparto centrale per l’agricoltura pugliese.
A preoccupare le imprese, però, è l’andamento dei prezzi all’origine. Secondo le più recenti rilevazioni relative alla terza settimana di maggio 2026, le quotazioni medie settimanali mostrano un arretramento marcato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: le Bigarreau si attestano a 2,38 euro al chilo (-48,6%), le Ferrovia a 5,00 euro (-16,7%), le Giorgia a 4,50 euro (-21,7%).

Si tratta di valori che non riflettono adeguatamente l’impegno delle aziende agricole, chiamate a sostenere costi di produzione ancora elevati. Gli ultimi dati disponibili sugli indici dei mezzi correnti di produzione agricoli segnalano infatti livelli ancora sostenuti per voci fondamentali come fertilizzanti, fitosanitari ed energia, che continuano a pesare sui bilanci aziendali e sulla sostenibilità economica della campagna.
“Le aziende cerasicole pugliesi stanno portando sul mercato un prodotto di buona qualità, frutto di professionalità, cura degli impianti e investimenti continui. A fronte di questo sforzo, però, i prezzi riconosciuti all’origine restano troppo bassi e non consentono di assorbire i rincari che le imprese hanno dovuto fronteggiare negli ultimi mesi”, sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia, Antonello Bruno.

La Puglia si conferma il principale riferimento nazionale per la produzione di ciliegie, con il Barese al centro di un sistema altamente specializzato che unisce tradizione, innovazione varietale e capacità di presidiare i mercati. Proprio per questo diventa essenziale difendere il reddito dei produttori, evitare che la forbice tra qualità espressa e remunerazione riconosciuta continui ad allargarsi e rafforzare strumenti di valorizzazione della produzione regionale.
È necessario – evidenzia Bruno – mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione del mercato nelle prossime settimane, accompagnando il comparto con misure capaci di sostenere la competitività delle imprese, gli investimenti e una più equa distribuzione del valore lungo la filiera. La campagna 2026 conferma il potenziale qualitativo della cerasicoltura pugliese, ma senza prezzi adeguati questo potenziale rischia di tradursi in margini sempre più ridotti e, di conseguenza, ricadute negative sul sistema imprenditoriale e sul mondo del lavoro”.

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