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Ssc Bari e stadio San Nicola, Leccese risponde alle critiche: “Non ho ceduto ai De Laurentiis”

Nuovo chiarimento da parte del primo cittadino sul caso

Pubblicato da: redazione | Mar, 16 Giugno 2026 - 14:20
Leccese
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Nuovo chiarimento del sindaco di Bari, Vito Leccese, sulla vicenda che riguarda la SSC Bari, la famiglia De Laurentiis e l’utilizzo dello stadio San Nicola. Dopo la conferenza stampa dei giorni scorsi, il primo cittadino ha scelto di tornare sul tema per chiarire alcuni passaggi e rispondere alle critiche arrivate nelle ultime ore. Leccese parte da una delle accuse più ricorrenti: quella di aver fatto “tanto rumore per nulla” e di aver infine ceduto alla proprietà del club. “Capisco chi la vede così”, afferma il sindaco, ricostruendo però l’origine dello scontro istituzionale. Tre settimane fa, ricorda, la SSC Bari aveva chiesto la disponibilità dello stadio San Nicola “senza offrire nulla in cambio”: nessun progetto, nessuna interlocuzione e nessuna parola sul futuro della società.

Una richiesta che, secondo il sindaco, non poteva essere accolta come un atto dovuto, anche alla luce della gestione degli ultimi anni e della retrocessione in Serie C. “Lo stadio è di tutti i baresi”, sottolinea Leccese, spiegando di aver detto no e di aver posto tre condizioni precise alla proprietà. La prima riguarda la nomina di un nuovo management con mandato esplicito alla vendita. La seconda prevede l’avvio di un percorso formale di advisoring per individuare possibili acquirenti, con l’apertura di una data room, cioè un archivio strutturato con tutti i dati economici e patrimoniali della società, accessibile a chi voglia valutare seriamente l’acquisto del club. La terza condizione è la costituzione di un comitato di garanzia per assicurare una comunicazione trasparente con la città.

Il primo nome indicato per questo organismo è quello di Franco Cassano, magistrato definito dal sindaco “una figura autorevole, di indiscussa credibilità e indipendenza”. Gli altri componenti saranno resi noti a breve. Leccese ha poi spiegato di aver ricevuto dalla proprietà una risposta scritta, formale e pubblica, nella quale le tre condizioni vengono accettate. “Per la prima volta nella storia di questa gestione, la proprietà del Bari mette nero su bianco la volontà di cedere la società”, evidenzia il sindaco, precisando che l’impegno assunto dai De Laurentiis riguarda una cessione prima del 2028, indipendentemente dall’evoluzione delle norme federali sulla multiproprietà.

Il primo cittadino respinge anche l’ipotesi, sostenuta da una parte della tifoseria, secondo cui il Comune avrebbe dovuto negare lo stadio e spingere la società verso il fallimento. “Un sindaco non può far fallire una società privata. Non è nei suoi poteri, non è nel suo mandato, non sarebbe nemmeno legale tentarci”, chiarisce Leccese. Secondo il sindaco, inoltre, mantenere chiuso lo stadio oltre la scadenza del 16 giugno avrebbe esposto il Comune a contenziosi legali seri, con il rischio concreto di soccombere e di utilizzare soldi pubblici per una causa difficilmente sostenibile.

Leccese pone poi una questione ulteriore: cosa sarebbe accaduto dopo un eventuale fallimento. “Chi avrebbe rilevato il titolo sportivo? Con quali risorse? In che tempi?”, si chiede, sottolineando come non vi siano state, in questi anni, file di imprenditori locali pronti a investire decine di milioni di euro in un progetto complesso. Ripartire dal basso, aggiunge, può sembrare una soluzione romantica, ma significherebbe anni nei campionati dilettantistici, senza alcuna garanzia. Il sindaco riconosce anche i limiti giuridici degli accordi raggiunti. “Non esiste nessuno strumento giuridico che consenta a un sindaco di vincolare una società privata a vendere se stessa”, ammette. Gli impegni assunti dalla proprietà, dunque, non sono norme di legge, ma impegni pubblici.

Per Leccese, però, questo non significa che siano privi di peso. “Anche gli impegni pubblici hanno un peso, quando sono scritti, firmati e resi noti a tutta la città”, afferma. Chi dovesse violarli, secondo il sindaco, dovrà risponderne davanti alla comunità. Il comitato di garanzia avrà il compito di seguire l’evoluzione della vicenda, mantenere un rapporto diretto con il management della società e riferire pubblicamente alla città. “Se gli impegni vengono disattesi, lo saprete. E io sarò il primo a dirlo”, assicura Leccese. Il sindaco invita quindi i cittadini non tanto a fidarsi della famiglia De Laurentiis, quanto a vigilare insieme sull’intero percorso. “Non vi chiedo di fidarvi di De Laurentiis. Vi chiedo di tenere gli occhi aperti insieme a me”, afferma.

Leccese ammette inoltre che le ultime settimane non sono state semplici, tra pressioni arrivate da più parti: da chi chiedeva maggiore durezza a chi, invece, spingeva per una soluzione immediata. Il sindaco rivendica di aver cercato una sola strada: difendere gli interessi della città, ragionando “con la testa” e non “con la pancia”, pur comprendendo la delusione e la rabbia di chi ama la squadra. “Il Bari non è solo una squadra di calcio. È parte di quello che siamo”, conclude Leccese, definendolo un bene comune da trattare con rispetto e serietà. “Ho fatto quello che potevo fare, con gli strumenti che avevo. Non so se basterà. Vigileremo insieme”.

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