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Lecce, danno fuoco ai rifiuti per “ripulire” la strada: due piromani arrestati

Bruciati 2.500 metri quadrati di macchia mediterranea

Pubblicato da: redazione | Sab, 20 Giugno 2026 - 14:32
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Due uomini sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di aver appiccato un incendio nelle campagne del leccese. A fermarli sono stati i carabinieri forestali, che li hanno sorpresi in flagranza di reato lungo una strada provinciale nella zona a nord-est di Lecce, vicino alla borgata di Frigole.
I due, un 62enne di origini albanesi residente a Lecce e un 57enne leccese già conosciuto dalle forze dell’ordine, viaggiavano a bordo di un autocarro aziendale. Secondo quanto ricostruito dai militari, dal mezzo avrebbero lanciato una miccia di carta accesa verso alcuni cumuli di rifiuti ammassati ai margini della strada.
Il vento, presente in quelle ore, ha fatto il resto: le fiamme si sono estese velocemente alla vegetazione vicina, bruciando terreni incolti e un tratto di macchia mediterranea per circa 2.500 metri quadrati. Solo l’intervento tempestivo dei carabinieri e delle squadre antincendio ha permesso di contenere il rogo nella sua fase iniziale, scongiurando conseguenze più serie.
Al termine degli accertamenti, per i due uomini è scattato l’arresto in flagranza differita, con l’applicazione della misura degli arresti domiciliari per il reato di incendio boschivo doloso.
Una vicenda che riporta l’attenzione su una zona da tempo segnalata come critica. “Il Comune di Lecce – evidenziano i militari in una nota – è tra quelli che registra il maggior numero di incendi di vegetazione dell’intera provincia. In particolare, l’area compresa tra Frigole, Torre Chianca e San Cataldo, caratterizzata dalla presenza di macchia mediterranea, terreni incolti e aree a pascolo, risulta storicamente esposta a incendi che, nelle giornate caratterizzate da vento sostenuto, possono propagarsi con estrema rapidità”.
Proprio per questo i carabinieri forestali hanno annunciato un rafforzamento dei servizi di controllo e monitoraggio del territorio, attraverso pattugliamenti, impiego di droni e il supporto dei mezzi aerei.

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