Gli italiani lo hanno conosciuto qualche anno fa, quasi per caso, quando il suo nome è finito sulle prime pagine dei giornali in occasione di un evento musicale, il Jova beach party, organizzato sulle nostre spiagge. Eppure, è sempre stato lì, il fratino (Charadrius alexandrinus), piccolo uccello che difficilmente supera i 15 centimetri di lunghezza e che predilige gli arenili e le zone umide per fare il nido e deporre le sue uova. Allora, tra proteste, esposti e polemiche accesissime, divenne suo malgrado il simbolo del conflitto tra i grandi eventi “on the beach” e la tutela degli ecosistemi costieri.
Parliamo di una specie che i numeri oggi descrivono in declino verticale. In Italia, infatti, si stimano circa 500 coppie nidificanti, mentre solo 20 anni fa superavano le 2mila, tanto da indurre la IUCN (l’Unione internazionale per la conservazione della natura) a classificarla come specie “in pericolo” di estinzione. La fragilità di questo volatile è molto legata alle sue abitudini riproduttive: il fratino non costruisce un classico nido, ma depone le uova, tre in media, in una fossetta scavata nella sabbia, dove si mimetizzano tanto da diventare quasi invisibili, quindi difficili da individuare e proteggere dalla pressione antropica. Insomma, quello che rappresentava la sua forza evolutiva, ossia la capacità di nascondere e preservare i futuri pulli, riducendo così il rischio di aggressione da parte dei predatori, adesso è diventato in qualche modo la sua condanna.
Per gli ornitologi, la sua presenza è un fondamentale indicatore dello stato di salute delle coste: dove nidifica il fratino, la spiaggia è “viva”. Per questo, Legambiente ha deciso di avviare un progetto che mira alla tutela di questa specie, attraverso una campagna di informazione e sensibilizzazione delle comunità costiere che comprendano l’importanza della salvaguardia di questo uccello e adottino comportamenti compatibili con la sua presenza.
Si chiama LIFE Alexandro ed è un progetto co-finanziato dal programma LIFE dell’Unione europea nato con l’obiettivo di migliorare lo stato di conservazione del fratino. Parte dalla necessità di contrastare le principali minacce che incidono sulla sua sopravvivenza, in particolare la pressione antropica sulle spiagge e il degrado degli habitat naturali, e coinvolge enti pubblici, università, associazioni ambientaliste e istituzioni in Italia e Croazia.
Ad aprire la strada a questa importante alleanza è il comune di Barletta, prima città a entrare nella rete dei “Comuni custodi del fratino”, che ha sottoscritto il protocollo stilato dal progetto e ricevuto il vessillo ufficiale da Legambiente. L’impegno preso prevede una serie di politiche e di misure concrete: dalla rinuncia alla pulizia meccanica nelle aree idonee alla nidificazione all’individuazione di tratti di litorale riservati alla riproduzione – delimitati e tutelati da marzo a luglio e recepiti nelle ordinanze balneari -, dalla regolamentazione di concerti, festival e manifestazioni sportive fuori dalle aree e dai periodi sensibili alla conservazione delle dune, dal controllo della presenza dei cani sulle spiagge al coinvolgimento attivo dei concessionari e dei cittadini.
“Con questa iniziativa trasformiamo la conservazione di una specie in una politica nazionale di gestione del litorale: impegni misurabili, verifiche annuali, nessun riconoscimento di facciata – spiega Daniela Salzedo, Presidente di Legambiente Puglia -. La tutela del fratino non è una battaglia contro qualcuno, è un patto di territorio. Il legittimo godimento delle nostre spiagge deve saper trovare il giusto equilibrio, una convivenza con la natura che richiede il rispetto di alcune regole di fruizione”.
Coglie nel segno questo messaggio anche Cosimo Cannito, il sindaco di Barletta che sottolinea: “Barletta è orgogliosa di essere il primo Comune italiano custode del fratino. Le dune di Ponente sono un patrimonio della città e il ritorno del fratino a nidificare sul nostro litorale dimostra che il lavoro fatto in questi anni, insieme a Legambiente e SIGEA (Società italiana di geologia ambientale), ha prodotto risultati concreti. Con la firma di questo protocollo assumiamo impegni precisi davanti ai nostri cittadini: la gestione della spiaggia, gli eventi, le ordinanze balneari terranno conto della presenza di questa specie. Vogliamo dimostrare che una città di mare può crescere proteggendo ciò che la rende unica”.
Dopo l’adesione di Barletta, nelle prossime settimane Legambiente avvierà il confronto con le amministrazioni costiere di tutta Italia interessate alla rete e presenterà il calendario delle prime tappe del Fratino Beach Tour. L’elenco aggiornato dei Comuni Custodi e il testo del protocollo saranno disponibili sui canali web e social del progetto.
“Apprezziamo la buona musica, compresa quella di Jovanotti, ma se il concerto in programma richiama migliaia di persone e coincide con la delicata stagione riproduttiva del fratino, preferiamo ascoltare il richiamo del fratino – conclude Stefano Di Marco, coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente -. Proprio per sensibilizzare abitanti, imprenditori e turisti lanceremo ogni estate il Fratino Beach Tour: una serie di iniziative di educazione ambientale e divulgazione scientifica che porteranno il fratino sulle spiagge italiane con giochi, quiz e incontri con i ricercatori. E l’invito vale anche per Lorenzo: lo aspettiamo a una delle tappe! Magari con un nuovo pezzo dedicato al piccolo trampoliere. Saremmo i primi a cantarlo”